Respirare con la bocca quando si è raffreddati, diventa quasi inevitabile. Quali sono le conseguenze di questo atto quando siamo obbligati a farlo?

Le conseguenze del respirare con la bocca
Il naso chiuso, la sensazione di pressione e il muco in eccesso spingono molte persone a cercare aria aprendo le labbra, soprattutto durante la notte. È una risposta naturale del corpo a un’ostruzione temporanea, ma non è priva di conseguenze.
Il naso, infatti, non è solo un “tubo” attraverso cui passa l’aria. È un filtro che riscalda, umidifica e pulisce l’aria prima che raggiunga i polmoni. I peli nasali e il muco trattengono polveri, batteri e virus, mentre la ricca rete di vasi sanguigni riscalda l’aria fredda. Quando ci troviamo a respirare con la bocca, questo sistema di protezione viene in parte annullato. L’aria entra più fredda, più secca e meno filtrata, irritando facilmente la gola e le vie respiratorie inferiori.
Una delle conseguenze più comuni è la secchezza della bocca. La saliva svolge un ruolo fondamentale nel proteggere i denti e le mucose, ma respirando con la bocca aperta evapora più rapidamente. Questo può provocare bruciore, alito cattivo e una maggiore predisposizione a carie e infiammazioni gengivali. Soprattutto se il problema si prolunga. Anche la gola può risultare più irritata e dolorante, soprattutto al risveglio.
Durante il sonno, respirare con la bocca può peggiorare la qualità del riposo. Dormire con la bocca aperta favorisce il russamento e può accentuare la sensazione di stanchezza al mattino. Nei bambini, se il raffreddore è frequente o associato ad altre condizioni come l’ingrossamento delle adenoidi, l’abitudine a respirare con la bocca può diventare più stabile nel tempo. Influenzando persino lo sviluppo del palato e dell’allineamento dei denti.
Maggiore stanchezza ma utile

Respirare con la bocca quando si è raffreddati può anche aumentare la sensazione di fiato corto. Il naso, infatti, contribuisce a regolare il flusso dell’aria e a favorire una respirazione più lenta e profonda. Con la bocca, il respiro tende a diventare più rapido e superficiale, con una minore efficienza nello scambio di ossigeno. Questo può dare una sensazione di affaticamento maggiore, anche se il raffreddore è lieve.
Dobbiamo però ricordare che, nel breve periodo, respirare con la bocca è una strategia di compenso utile. Permette al corpo di continuare a ossigenarsi quando il naso è temporaneamente ostruito. Il problema nasce quando questa modalità si prolunga o diventa abituale. Per ridurre il disagio, possiamo mantenere l’ambiente umidificato, bere a sufficienza e liberare delicatamente le vie nasali con soluzioni saline.
Respirare con la bocca, quindi, durante il raffreddore, deve essere considerata una soluzione di emergenza che aiuta a superare l’ostruzione, ma non sostituisce le importanti funzioni protettive del naso.