Influenza suina

Influenza suina

L’influenza suina, detta anche nuova influenza o influenza messicana, è una vera e propria influenza causata dal virus A H1N1, il quale ha poco a che fare con i maiali. Essa ha preso questo nome perché il virus fu individuato nel 1930 ed isolato quando colpì i suini. Ma il contagio avvenuto di recente non ha nulla a che vedere con loro, perché si è trattato soltanto di un contagio da uomo a uomo. Nessuno, nè negli Stati Uniti nè in Messico ha contratto il virus stando a contatto con i suini ma anzi, è capitato talvolta il contrario.

CAUSE: La causa dell’influenza suina è il virus A H1N1 il quale, come i virus della normale influenza, si trasmette tramite goccioline che galleggiano nell’aria o che si vanno a depositare sulle mani e sui vestiti dopo un colpo di tosse o uno starnuto di una persona infetta. Esso entra nell’organismo delle persone che vengono in contatto con le persone malate e lo infetta. Il periodo di incubazione del virus va da uno a 7 giorni. Colpisce indiscriminatamente donne e uomini, bambini ed anziani, anche se è più comune che la malattia si diffonda tra bambini ed adolescenti perché è di facile diffusione all’interno delle scuole. Questo può capitare in ogni luogo affollato, come un autobus, un supermercato, ecc.

SINTOMI: I sintomi più comuni sono quelli classici influenzali:

  • Brividi;
  • Febbre;
  • Dolori muscolari;
  • Vomito;
  • Diarrea.

Se sottovalutati o non curati a dovere però potrebbero aggravarsi e mescolarsi con altri tipi di virus che possono portare a malattie respiratorie, le quali possono anche provocare la morte.

TERAPIA: Per curare l’influenza suina basta assumere degli antivirali sotto stretto controllo medico in ospedale. E’ importante, durante un focolaio, recarsi subito in ospedale ai primi sintomi per non sottovalutare la malattia, e per evitare che peggiori, ad esempio in una polmonite. E’ importante rimanere isolati per evitare di contagiare gli altri. Al momento non esiste alcun vaccino.

Alla prima comparsa della malattia nel 1976 fu somministrato un vaccino a 45 milioni di persone. Ma il virus nel frattempo è mutato, e non si avrà un vaccino prima dell’autunno/inverno 2009/2010. I medicinali più utilizzati per combatterla sono Tamiflu e Relenza (Zanamivir).

PROGNOSI: Nelle persone forti e con un sistema immunitario sano, la malattia si guarisce in pochi giorni come una normale influenza. Qualche problema in più invece ci potrebbe essere negli anziani ed in chi ha un sistema immunitario compromesso.

PREVENZIONE: Lavarsi le mani frequentemente e con del sapone per sciacquare via eventuali virus e batteri che si possono depositare. Si può venire in contatto con il virus ad esempio portando il carrello della spesa o aprendo la maniglia di una porta. Quando si è in un posto in cui è accertata l’epidemia, è bene porre davanti alla bocca e al naso una benda per evitare il contatto con le goccioline nell’aria. Il miglior metodo di prevenzione resta l’evitare i viaggi nei luoghi in cui si è accertato il focolaio.

Fonte: [Conferenza Dr. Gerald Evans, Queen’s University, Canada]

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