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Meningite tubercolare, grave bambina. I sintomi e la cura

La meningite tubercolare è tornata a far parlare di sé per via del caso di una bambina di 2 anni ricoverata in gravi condizioni a Bologna. Ricordiamo quali sono i tratti tipici di questa patologia.

Cosa è la meningite tubercolare

Essa è una forma rara ma grave di meningite causata dal batterio della tubercolosi, il Mycobacterium tuberculosis. A differenza delle forme più comuni di meningite che possono essere virali o batteriche acute, quella tubercolare si sviluppa in modo più lento e subdolo, ma può avere conseguenze molto serie se non viene riconosciuta e curata in tempo. Colpisce le meningi, cioè le membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale, provocando un’infiammazione progressiva.

La meningite tubercolare è quindi legata alla tubercolosi, un’infezione che interessa soprattutto i polmoni ma che, in alcuni casi, può diffondersi ad altri organi attraverso il sangue. La patologia che ha colpito la bambina si manifesta più spesso in persone con un sistema immunitario indebolito, come bambini piccoli, anziani o soggetti con HIV. Ciò non toglie che possa colpire chiunque. E nei Paesi dove la tubercolosi è ancora diffusa rappresenta una delle complicanze più temute.

I sintomi iniziali della meningite tubercolare sono spesso poco specifici e possono essere confusi con quelli di altre malattie. Nelle prime settimane possono comparire stanchezza, febbre lieve e persistente, perdita di appetito, mal di testa e difficoltà di concentrazione.

Con il passare del tempo, l’infiammazione delle meningi diventa più intensa e i sintomi si aggravano. Il mal di testa tende a diventare continuo e molto forte, la febbre aumenta, possono comparire nausea e vomito e si può sviluppare rigidità del collo. In alcuni casi si osservano alterazioni dello stato di coscienza, confusione mentale, sonnolenza e, nelle forme più gravi, convulsioni o perdita di coscienza.

Diagnosi e cura della malattia

La diagnosi non è sempre semplice, proprio perché l’esordio è lento. Di solito richiede una combinazione di esami clinici, analisi del liquido cerebrospinale ottenuto tramite puntura lombare, esami del sangue e indagini radiologiche come la risonanza magnetica o la TAC. Riconoscere la malattia il prima possibile è fondamentale, perché un ritardo nella diagnosi può aumentare il rischio di danni neurologici permanenti o di morte.

La cura della meningite tubercolare si basa su una terapia antibiotica specifica contro il batterio della tubercolosi. Il trattamento è più lungo rispetto a quello di altre forme di meningite e può durare diversi mesi. In genere si utilizzano più farmaci antitubercolari in associazione, per aumentare l’efficacia e ridurre il rischio di resistenze. Spesso vengono somministrati anche corticosteroidi, che aiutano a ridurre l’infiammazione delle meningi e a limitare le complicanze neurologiche.

Con una diagnosi precoce e una terapia adeguata, le possibilità di guarigione migliorano sensibilmente. Tuttavia, la meningite tubercolare resta una malattia seria, che richiede cure tempestive e un attento follow-up medico per monitorare la risposta al trattamento e il recupero delle funzioni neurologiche.