Il virus Nipah potrebbe dover lottare tra qualche tempo, finalmente, con un nemico vero. Partiranno infatti ad aprile i test sull’uomo di un vaccino dedicato.

Un vaccino contro il virus Nipah
Questa sperimentazione rappresenta uno dei tentativi più concreti di mettere a punto una protezione contro un agente patogeno finora senza trattamento specifico o vaccino approvato.
Il virus Nipah, lo ricordiamo, è un virus zoonotico e quindi in grado di passare dagli animali all’uomo, noto soprattutto per le sue epidemie in alcune regioni dell’Asia meridionale e sudorientale. Il virus è trasmesso principalmente da pipistrelli della frutta, ma può anche passare attraverso animali intermedi o da persona a persona.
La malattia che provoca può essere molto grave: febbre, difficoltà respiratorie e infiammazione del cervello sono sintomi comuni, e in diverse epidemie la percentuale di mortalità è stata molto alta, arrivando fino al 75% dei casi.
Il nuovo vaccino in fase di sperimentazione è stato sviluppato da un team di ricercatori dell’Università di Tokyo. E la tecnica utilizzata si basa su un virus del morbillo attenuato come “vettore” per stimolare il sistema immunitario a riconoscere alcune proteine del Nipah senza causare la malattia. Prima di arrivare ai volontari umani, il candidato vaccino ha superato test sugli animali che hanno mostrato una buona risposta immunitaria.
Anche altre sperimentazioni in corso

La “Fase I della sperimentazione clinica” inizierà ad aprile in Belgio e coinvolgerà circa 60 volontari sani. Essa ha l’obiettivo principale di verificare se il vaccino è sicuro e se stimola una risposta immunitaria adeguata. In questa fase non si valuta ancora l’efficacia protettiva contro il virus vero e proprio, ma si osserva con attenzione come l’organismo reagisce al vaccino.
Se questo primo passo avrà esiti positivi, si passerà a fasi di studio più ampie che coinvolgeranno un numero maggiore di persone. Parallelamente a questa iniziativa giapponese, altri studi clinici su vaccini contro Nipah sono già in corso o in pianificazione in altri paesi.
Per esempio, una delle principali ricerche condotte dall’Università di Oxford ha portato alla “Fase II di sperimentazione” in Bangladesh, dove il virus causa regolarmente piccoli focolai. Anche questo progetto sta valutando sicurezza e risposta immunitaria del candidato vaccino nei volontari, con l’obiettivo di proseguire verso test di efficacia più avanzati.
Questi progressi arrivano in un momento in cui, nonostante i focolai di Nipah restino per lo più localizzati in Asia, gli esperti di salute pubblica continuano a considerare il virus una minaccia emergente con potenziale di espandersi. Soprattutto se non si sviluppano strumenti di prevenzione efficaci.