La meningite fulminante è un’infiammazione delle membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale, chiamate meningi e denominata in questo modo per via del suo decorso velocissimo. Quante tipologie ne esistono e quale è la profilassi da seguire?

Tipologie di meningite fulminante
Questa patologia può essere causata da virus, batteri o, più raramente, da funghi. Nella maggior parte dei casi ha un decorso gestibile, ma esistono forme che possono diventare fulminanti. Cioè evolvere in modo rapidissimo e mettere a rischio la vita nel giro di poche ore.
Una meningite fulminante tra le più pericolose è senza dubbio quella causata dal meningococco. Parliamo di un batterio chiamato scientificamente Neisseria meningitidis. Un microrganismo che può vivere nel naso e nella gola di persone sane senza dare sintomi, ma che in alcune circostanze riesce a superare le difese dell’organismo, entrare nel sangue e raggiungere le meningi.
La malattia può manifestarsi con febbre alta, forte mal di testa, rigidità del collo, vomito e una caratteristica eruzione cutanea fatta di piccole macchie rosse o violacee. Nelle forme fulminanti, l’infezione può causare una grave sepsi, con crollo della pressione, alterazioni della coscienza e insufficienza di più organi in tempi molto brevi.
Un’altra forma potenzialmente fulminante è la meningite da pneumococco, causata dal batterio Streptococcus pneumoniae. Questo germe è noto soprattutto per provocare polmoniti e otiti, ma può anche raggiungere il sistema nervoso centrale. La meningite pneumococcica è particolarmente pericolosa nei bambini piccoli, negli anziani e nelle persone con difese immunitarie ridotte. Anche in questo caso l’esordio può essere rapido e le complicanze gravi.
Più rara ma altrettanto aggressiva è la meningite fulminante causata dall’Haemophilus influenzae di tipo b, un batterio che in passato colpiva soprattutto i bambini sotto i cinque anni. Oggi è molto meno frequente grazie alla vaccinazione, ma resta un esempio di quanto la prevenzione possa cambiare la storia di una malattia.
La profilassi da seguire

La profilassi delle meningiti fulminanti si basa su due strumenti principali: la vaccinazione e, in alcuni casi, la chemioprofilassi antibiotica. I vaccini contro il meningococco, lo pneumococco e l’Haemophilus influenzae di tipo b sono inclusi nei calendari vaccinali e proteggono dai ceppi più pericolosi. Vaccinarsi non significa solo tutelare sé stessi, ma anche ridurre la circolazione dei batteri nella comunità.
Quando si verifica un caso di meningite meningococcica, le persone che hanno avuto contatti stretti con il malato, come familiari o compagni di classe, devono assumere per alcuni giorni un antibiotico specifico. Questa profilassi serve a eliminare il batterio eventualmente presente nelle vie respiratorie prima che possa causare la malattia. La tempestività è essenziale: intervenire subito può fare la differenza tra un’infezione contenuta e una forma fulminante.