Il warfarin – principio attivo del farmaco Coumadin- è un anticoagulante orale. Serve cioè per fluidificare il sangue impedendo la formazione di trombi (o coaguli) in circolo in persone con determinate patologie, quali la fibrillazione atriale, la Trombosi venosa profonda o portatori di valvole cardiache meccaniche. Questo farmaco però è molto sensibile all’alimentazione e necessita di continui controlli ematici (anche una volta a settimana) per aggiustare la terapia. Ciò, può comportare una cattiva aderenza alla terapia e quindi ad errori con sovradosaggi (e rischio di emorragia) o scarso dosaggio (con la formazione di trombi. Per tale motivo sono stati messi a punto dei nuovi farmaci, noti come NAO (Nuovi Anticoagulanti Orali) che mantengono stabile con un dosaggio prestabilito la fluidità ematica e non necessitano di continui esami del sangue.
Tra questi troviamo:
- dabigatran (marca: Pradaxa),
- rivaroxaban (marca: Xarelto),
- apixaban (marca: Eliquis),
- edoxaban (nomi di marca: Savaysa, Lixiana).
In alcuni pazienti si sono dimostrati più sicuri del Warfarin (coumadin), garantendo un minor rischio di sanguinamento. A tutt’oggi si stanno dimostrando la scelta migliore per la maggioranza dei pazienti, ma di certo questo non si può dire di tutti. Ad esempio il warfarin rimane l’unica opzione autorizzata e sicura per i pazienti con valvole cardiache meccaniche (non ci sono attualmente studi scientifici che ne garantiscano la sostituibilità con i nuovi anticoagulanti orali). Ogni farmaco ha rischi e benefici, e la scelta migliore dipende sempre dal singolo caso, che va discusso ed analizzato con il proprio medico cardiologo.
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Fonte: Update.com
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