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Trapianti, più donazioni ma interventi stabili

Si tratta di un momento particolare per i trapianti: sebbene le donazioni di organi siano cresciute in numero, le effettive operazioni rimangono stabili. A renderlo noto ci pensa Alessandro Nanni Costa, il direttore del Centro Nazionale Trapianti, presentando la “Campagna nazionale per la donazione e il trapianto di organi” che si terrà il prossimo 29 maggio.

Al momento in Italia, sono quasi 10mila le persone in attesa di un trapianto. E nello specifico: 6.961 aspettano un trapianto di rene, 1.234 un trapianto di fegato, 723 un cuore, 352 un trapianto di  polmone e 252 uno di pancreas.

Il perché di questo dato, spiega il dott. Nanni Costa, deve essere ricercato nella maggiore età dei papabili donatori:

Aumentano i donatori, ma sono anziani, e per questo i trapianti da cadavere alla fine risultano stabili. Sebbene all’inizio del 2011 ci sia stato un lieve aumento, il sistema si conferma stabile.

Scorrendo i dati ci si accorge che il numero dei donatori nel primo quadrimestre di questo anno è aumentato di circa il 3,8%, pari a 87 nuove donazioni. Di queste solo 26, quindi circa l’1% sono diventate effettivi trapianti.  Tra i donatori diminuisce l’età media dei donatori riportanti lesioni traumatiche ma cresce il numero di pazienti al di sopra dei 72 anni neurolesi pronti a donare. Stessa tendenza che si registra se si parla di morte in seguito a lesione celebrale, dove l’età media dei donatori si attesta sui 65 anni.

Ecco quindi che sì aumenta il numero dei donatori, ma data “l’età” dell’organo, diminuisce la possibilità di trapianto. Questo perché,  se in un giovane che muore si possono arrivare a donare fino a 5 organi contemporaneamente, se è un anziano tra i 65 ed i 75 ad essere donatore, spesso e volentieri l’unico organo trapiantabile è il fegato ed in casi sporadici il rene.

Vi è la necessità quindi, sottolineata anche dal Ministro della Salute, di percorrere nuove strade, quali terapie rigenerative ed organi artificiali.

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Fonte: Asca

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