Meningite fulminante e Bebe Vio, cosa sapere

di Valentina Cervelli 0

La meningite fulminante è una patologia molto grave che può causare quando si riesce a sopravvivere, diverse problematiche: una persona che ce l’ha fatta, pur se con molte disabilità, è la nostra campionessa di scherma Bebe Vio, che questo anno ha bissato il suo oro paraolimpico, dedicato questa volta alle persone che le hanno salvato gli arti e la vita questa primavera.

Le cause della meningite

La giovane ha rischiato infatti una ulteriore amputazione e la vita per via di una bruttissima infezione batterica. Tornando alla meningite fulminante essa consiste nell’infiammazione delle meningi, quelle membrane di protezione che ricoprono il midollo spinale e il cervello: questa patologia, a prescindere dalla sua forma, è una delle sindromi infettive più frequenti del sistema nervoso centrale. Si tratta di una malattia che può colpire a ogni età ed è causata da diversi agenti patogeni.

Di solito nei neonati o nei bambini più piccoli sono l’escherichia coli e gli streptococchi la causa batterica, mentre con maggiore frequenza è il meningococco a colpire negli adolescenti e negli adulti: il pneumococco è la causa di meningite più diffusa tra la popolazione anziana.  La meningite, va ricordato, può essere causata anche da funghi e da virus.  È proprio la velocità di riproduzione di tutti questi agenti patogeni a rappresentare uno dei problemi più importanti nella cura della malattia: non sempre la diagnosi avviene così velocemente come dovrebbe e nel caso della versione fulminante di questa patologia l’esordio è improvviso e il peggioramento estremamente veloce.

Sintomatologia talvolta ritarda diagnosi

La sintomatologia della meningite fulminante è uno dei principali problemi, non solo per la sua invadenza ma per il fatto che inizialmente i sintomi sono così generici da poter essere scambiati per qualsiasi altra malattia: spossatezza, mal di testa, sonnolenza, inappetenza, vomito e nausea. Quel che bisogna fare per riconoscerla è verificare la presenza di tre specifici sintomi: rigidità della nuca e incapacità di muovere il collo in avanti; febbre molto alta e alterazione dello stato mentale.

Possono poi comparire macchie viola o rossastre causate da micro emorragie dei vasi, tremori e convulsioni, sensibilità alla luce e ai rumori. Il contagio può avvenire per contatto prolungato con chi ne affetto o venendo a contatto con i virus, i batteri o i funghi che ne sono causa: alcune persone potrebbero anche esserne portatrici sane asintomatiche.

La diagnosi certa avviene con l’analisi del liquido spinale, da raccogliere attraverso una puntura lombare e a seconda dell’agente patogeno riscontrato la cura avverrà attraverso la somministrazione di antivirali, antibiotici o antimicotici. I danni che la risposta infiammatoria del corpo umano può causare se si interviene in ritardo sono notevoli: deficit cognitivi, epilessia, sordità, cecità e necrosi che possono portare all’amputazione di arti per poter salvare la vita del paziente.

 

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