Endometriosi: i sintomi e le possibilità di cura

di Valentina Cervelli 3

L’endometriosi è una malattia che colpisce le donne, nell’utero.  Questa patologia colpisce indistintamente dall’età. Può presentarsi quindi fin dal primo ciclo mestruale e consiste nella presenza di tracce di endometrio (la mucosa dell’utero, n.d.r.) al di fuori della cavità uterina, in particolare nella zona pelvica.

Essa si sviluppa a prescindere dal manifestarsi pregresso di una gravidanza, anche se va sottolineato, la gravidanza rappresenta poi un fattore di incidenza futura. Ancora non si conoscono nello specifico le cause che portano alla patologia. Si stima però che possa dipendere da fattori ormonali o genetici.

L’endometriosi è tipicamente una malattia asintomatica. Molte donne si accorgono di esserne affette solo quando presentano difficoltà a rimanere incinte. Le statistiche ci insegnano che viene sviluppata da almeno il 10% delle donne in età riproduttiva. E che soprattutto rappresenta una delle prime tre cause di sterilità femminile, incidendo in tal modo sul 30-40% delle donne.

Uno dei sintomi che può portare al riconoscimento dell’endometriosi è il dolore pelvico,  di tipo acuto e di durata molto ampia. Spesso e volentieri le diagnosi non avvengono con facilità per via della naturale difficoltà a riconoscere il dolore pelvico come tale. I dolori in quella zona possono essere infatti avere origine addominale, urinaria, muscolo-scheletrica.  Quando il dolore pelvico ha origine ginecologica, vive di una particolare capacità di riflesso nei confronti della vescica e dell’uretra.

Un altro sintomo tipico di questa malattia è la dismenorrea di tipo secondario ed il manifestarsi di perdite vaginali di una certa consistenza legato ad un aumento inspiegabile, seppure non molto ampio di temperatura.

L’unica cura possibile per l’endometriosi consiste nell’eliminare tutti i focolai e le aderenze che la patologia provoca all’interno degli organi genitali femminili. Si deve agire per via chirurgica. La laparoscopia consente di poter eliminare il problema in modo poco invasivo, ma può essere messa in atto nei casi meno gravi. Nelle situazioni più importanti può essere necessario il ricorso all’isterectomia.

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Commenti (3)

  1. Da donna affetta da endometriosi, dopo aver letto questo articolo sulla malattia, mi preme puntualizzare alcune cose: L’Endometriosi non colpisce soltanto l’utero (in questo caso, peraltro, viene denominata adenomiosi cioè l’endometriosi interna all’utero) ma può colpire ovaie, tube, peritoneo, vagina e talvolta anche intestino e vescica. L’Endometriosi è una malattia cronica, molto complessa e purtroppo ancora poco conosciuta. E’ una malattia ormono-dipendente e ciò significa che si “alimenta” e prolifera durante il ciclo mestruale. La gravidanza e l’allattamente possono aiutare a fermare o rallentare il progredire della malattia in quanto il ciclo mestruale si blocca; non è detto però che poi, essendo l’Endometriosi una malattia cronica, non si ripresenti. L’Endometriosi, purtroppo, NON è una malattia tipicamente asintomatica, anzi!! Nel 60% circa dei casi è molto dolorosa e talvolta addirittura invalidante. I sintomi che si possono presentare sono: dolore durante la mestruazione e dolore durante l’ovulazione, dolore pelvico cronico, dolore all’evacuazione, dolore durante o dopo i rapporti sessuali, dolori lombari, stanchezza cronica, cistiti ricorrenti, ecc. L’Endometriosi colpisce circa 3 milioni di donne in Italia e circa 14 milioni di donne in Europa ma questi numeri purtroppo sono in crescita (circa il 20/25% di donne in età fertile!!) e può essere causa di infertilità, aborti ricorrenti, gravidanze extrauterine. Non esistono cure definitive per l’endometriosi. A seconda della situazione (del grado di dolore che una donna prova, del desiderio di maternità e della gravità delle lesioni) l’endometriosi può essere tenuta sotto controllo ad esempio con la pillola anticoncezionale oppure, nei casi più seri, con la somministrazione di antagonisti del Gnrh. In molti casi bisogna ricorrere all’intervento chirurgico tramite laparoscopia o, nei casi più difficili, tramite laparotomia per rimuovere cisti, noduli, focolai e aderenze. L’isterectomia viene effettuata solo nel caso in cui l’utero sia stato definitivamente danneggiato dalla malattia provocando continue emorragie e molto dolore. Il mio consiglio, nel caso in cui venga diagnosticata un’endometriosi, è rivolgersi ad un centro specializzato in questa patologia, che non deve essere assolutamente sottovalutata.

  2. Ti ringrazio per le precisazioni, spesso fonti mediche sterili raccontano molto meno di ciò che una esperienza può raccontare in linea diretta. Per ciò che riguarda l’asintomatologia forse dovevo essere più precisa e dilungarmi un po’ di più sulla varia casistica. (un paio di mie conoscenti se ne sono rese conto davvero per caso di esserne affette). Nulla vieta di colmare questa lacuna in futuro. Grazie ancora 🙂

  3. @ Valentina Cervelli:
    Grazie a te per averne parlato!

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