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Profilassi antirabbica: quando è necessaria

La profilassi antirabbica quando è necessaria? La morte di un bambino di 11 anni, avvenuta dopo che un pipistrello gli si era poggiato sul viso durante una vacanza, ha riportato l’attenzione su questa malattia.

Quando si può presentare la malattia

Per quanto oggi sia rara, essa rimane quasi sempre mortale una volta comparsi i sintomi. Proprio questo caso ricorda quanto sia importante riconoscere le situazioni in cui è necessario ricorrere tempestivamente alla profilassi antirabbica, un trattamento in grado di prevenire la malattia se somministrato in tempo.

La rabbia è un’infezione virale che colpisce il sistema nervoso centrale e si trasmette principalmente attraverso la saliva di animali infetti, soprattutto mediante morsi. Tuttavia, anche graffi profondi contaminati dalla saliva o il contatto della saliva con mucose, come occhi, bocca o naso, oppure con ferite aperte, possono rappresentare una via di trasmissione.

Il rischio maggiore è legato ai mammiferi. Nei Paesi in cui la rabbia è ancora diffusa, i cani sono la principale fonte di infezione per l’uomo. In altre aree del mondo possono essere coinvolti anche volpi, procioni, sciacalli, puzzole e altri animali selvatici. In Europa, invece, i pipistrelli rappresentano uno degli animali da considerare con maggiore attenzione, perché possono essere portatori di varianti del virus.

Proprio per questo qualsiasi contatto diretto con un pipistrello deve essere valutato da un medico. I loro denti sono molto piccoli e il morso può passare inosservato, soprattutto se la persona stava dormendo. E un bambino non è in grado di riferire con certezza quanto accaduto.

Anche un pipistrello che si posa sul viso o entra in contatto con la pelle può richiedere una valutazione urgente, come dimostra il recente caso che ha colpito l’opinione pubblica.

Quando fare la profilassi antirabbica

La profilassi antirabbica è indicata ogni volta che esiste un’esposizione considerata a rischio. Il trattamento comprende un’accurata pulizia della ferita con acqua e sapone per almeno 15 minuti, seguita dalla valutazione medica. A seconda del tipo di esposizione e dello stato vaccinale della persona, possono essere somministrati il vaccino antirabbico e, nei casi a rischio più elevato, anche le immunoglobuline antirabbiche, che offrono una protezione immediata.

Non tutti i contatti con gli animali richiedono il trattamento. Accarezzare un animale, essere leccati sulla pelle integra o trovarsi semplicemente nelle vicinanze di un animale non comporta un rischio di trasmissione.

È invece fondamentale rivolgersi subito a un pronto soccorso o a un centro specializzato dopo un morso, un graffio profondo o qualsiasi esposizione sospetta, soprattutto se avvenuta durante un viaggio in un Paese dove la rabbia è ancora presente. La rapidità è determinante. Se iniziata prima della comparsa dei sintomi, la profilassi è estremamente efficace nel prevenire la malattia.