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West Nile, punto della situazione agosto 2026

Il virus West Nile continua a circolare in Italia, nonostante diverse iniziative locali di disinfestazione. Facciamo il punto della situazione relativamente a questo mese.

Diffusione West Nile in Italia

L’ultimo aggiornamento ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato il 20 agosto e riferito ai dati raccolti fino al 19 agosto, registra 312 casi confermati di infezione nell’uomo dall’inizio della sorveglianza 2026. Al momento non risulta ancora disponibile un bollettino ISS più recente.

Il dato più rilevante riguarda la diffusione geografica. Il West Nile è stato individuato in 16 Regioni italiane, a conferma di una circolazione ormai ampia. Il virus viene trasmesso soprattutto dalle zanzare del genere Culex, che possono infettarsi pungendo uccelli selvatici, principali serbatoi del virus, e successivamente trasmetterlo alle persone. Non si tratta invece di un’infezione che normalmente passa da persona a persona attraverso il contatto quotidiano.

Dei 312 casi registrati, 156 hanno sviluppato una forma neuroinvasiva, cioè un’infezione capace di coinvolgere il sistema nervoso e provocare manifestazioni come meningite o encefalite. Sono inoltre 115 i casi classificati come febbre West Nile e 40 quelli scoperti in persone asintomatiche attraverso i controlli sui donatori di sangue. Il quadro comprende anche casi importati dall’estero.

Particolarmente significativo è il numero dei decessi: dall’inizio della sorveglianza sono state registrate 13 morti, una delle quali collegata a un caso importato. La letalità calcolata dall’ISS sulle forme neuroinvasive confermate è attualmente del 7,7%, un valore comunque inferiore a quello osservato nello stesso periodo del 2025, quando era del 13,9%.

Casi sicuramente sottostimati

I numeri, tuttavia, vanno interpretati con attenzione. La maggior parte delle persone infettate dal West Nile non sviluppa sintomi, mentre solo una piccola parte manifesta forme neurologiche gravi. Questo significa che i casi diagnosticati rappresentano soltanto una parte delle infezioni effettivamente avvenute. La presenza di infezioni asintomatiche individuate nei donatori di sangue è quindi un importante indicatore della circolazione del virus e rende fondamentale la sorveglianza.

Rispetto allo scorso anno, la situazione non appare complessivamente peggiore sul piano dei numeri: nello stesso periodo del 2025 erano stati registrati 351 casi e 22 decessi. Tuttavia, la diffusione in 16 Regioni conferma che il West Nile è ormai un fenomeno da monitorare su scala nazionale, soprattutto durante le settimane più calde, quando aumenta l’attività delle zanzare.

Per la popolazione la principale misura di prevenzione resta semplice ma importante. Ridurre il più possibile le punture di zanzara, utilizzando repellenti, abiti che coprano braccia e gambe e protezioni alle finestre, oltre a eliminare dove possibile i ristagni d’acqua che favoriscono la proliferazione degli insetti.