Papa Francesco, assistenza anziani deve essere dignitosa

L’assistenza ai malati anziani deve essere caratterizzata da dignità. Un richiamo fatto da Papa Francesco nel corso dell’udienza relativa alla XXVIII Conferenza internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori sanitari. Un invito a vivere la professione con empatia e professionismo che non deve essere ignorato.

Andare in pensione? Attenzione alla salute

Andare in pensione fa male alla salute. Sono queste le conclusioni alle quali sono giunti i ricercatori inglesi dell’Institute of Economic Affairs, secondo i quali smettere di lavorare porterebbe in particolare gli anziani inglesi a sviluppare tutta una serie di malattie collegate a questo loro “nuovo” stato di quiete lavorativa.

Anziani alla guida: sono pericolosi?

Anziani al volante, sono pericolosi? E’ una domanda che ciclicamente i più giovani e i medici sono costretti a porsi, soprattutto in seguito al numero di incidenti che coinvolgono gli over 75 alla guida dell’automobile. Cerchiamo di rispondere a questo quesito attraverso due differenti studi in materia.

Anziani rinunciano a farmaci e cure per la crisi

La crisi economica fa male alla salute, soprattutto quella degli anziani. Secondo un rapporto del Censis, presentato a Roma in occasione di un meeting sul rilancio della Sanità organizzato dall’associazione Pubblic Affairs Association, 9 milioni di italiani, nel corso del 2012, sono stati costretti a rinunciare ad accedere a prestazioni sanitarie per motivi economici. Tra questi, una buona fetta è rappresentata dagli over 65. Oltre alle cure, gli anziani hanno ridotto anche l’acquisto di farmaci non rimborsabili.

Prevenire la demenza con 30 minuti di esercizio fisico

Svolgere anche solo mezz’ora di attività fisica, 3 giorni su 7, è sufficiente per tenere lontano il rischio di deficit cognitivo e di demenza vascolare. A sostenerlo, è un nuovo studio condotto dall’Università di Lisbona, Ospedale Santa Maria, pubblicato recentemente sulla rivista scientifica dell’American Heart Association “Stroke”.

Demenza, prevenzione grazie al computer?

Il computer vanta una folta schiera di detrattori, ma anche una altrettanto numerosa “ciurma” di fautori, che volentieri navigano in Internet senza lasciarsi scappare alcuna novità, e farebbero bene, perché secondo una ricerca condotta di recente l’utilizzo del pc ridurrebbe sino al 40% il rischio di declino cognitivo.

Demenza e glicemia alta, c’è un legame?

Secondo uno studio dell’Australian National University di Canberra esisterebbe un legame tra la glicemia alta e il rischio di demenza, una condizione che colpisce in modo maggiore gli over 65, e che porta ad un declino progressivo delle facoltà cognitive. L’esito della ricerca è stato pubblicato sulla rivista Neurology dell’American Academy of Neurology.

Riabilitazione dell’ictus nei pazienti anziani alla Maugeri di Pavia

La Fondazione Maugeri di Pavia dà il via al programma di riabilitazione dell’ictus per i pazienti anziani. Un evento acuto come l’ictus, infatti, può compromettere anche semplici attività quotidiane come allacciarsi le scarpe o impugnare la forchetta, quadro che tende a peggiorare in età avanzata.  Da qui l’importanza di studiare percorsi riabilitativi ad hoc che aiutino i pazienti a recuperare le abilità residue.

Salute degli anziani, la tecnologia per vivere meglio

Nel 2050 molti di noi saranno ultraottantenni. Le aspettative di vita, infatti, soprattutto negli ultimi decenni, sono progressivamente aumentate grazie ad una serie di fattori, quali ad esempio, la prevenzione, i progressi della medicina, l’alimentazione, ecc.,. A giocare un ruolo determinante nella qualità della vita degli anziani del futuro prossimo sarà la tecnologia: elettrodomestici intelligenti, case domotiche, sensori che rilevano situazioni di pericolo, tele-medicina, e magliette con cui fare un check-up completo.

Rinite allergica negli anziani: non è rara, e si deve curare

A differenza di quanto si creda, anche gli anziani possono soffrire di rinite allergica. A stabilire che gli over 65 sono colpiti con frequenza da questa patologia, la pratica clinica e soprattutto alcune ricerche scientifiche, l’ultima delle quali pubblicata sugli Annals of Allergy, Asthma and Immunology e realizzata da un team di specialisti dell’Università di Genova, ha dimostrato anche come le persone anziane ne soffrano  maggiormente gli effetti negativi sulla qualità della vita rispetto ai giovani. Ma vediamo nel dettaglio.

Giornata mondiale della salute: 7 Aprile dedicato al sano invecchiamento

Mantenere una buona salute nell’arco di tutta la vita aiuta a viverla più a lungo rimanendo sempre attivi anche quando si è anziani. E’su questo concetto che si basa la Giornata Mondiale della Salute voluta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che si svolge come ogni anno il 7 Aprile. Una data importante perché celebra l’anniversario della fondazione dell’OMS stessa avvenuta nel 1948: ogni 12 mesi si mette in evidenza un problema di salute pubblica sul quale intervenire a livello globale e stavolta l’attenzione è puntata sull’invecchiamento.

Vitamina D, la carenza aumenta la mortalità negli anziani

La vitamina D è una componente necessaria per il corretto funzionamento dell’organismo umano. Uno studio condotto dalla Medical University di Graz, in Austria, ha rilevato come  la carenza di vitamina D nelle persone anziane corrisponda spesso ad un aumento del tasso di mortalità.  I risultati della ricerca in questione verranno presto pubblicati sulla rivista di settore Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism.

Alzheimer, combattiamolo…dormendo

Un nuovo studio effettuato presso la University School of Medicine di St. Louis ha dimostrato come dormire a sufficienza possa ritardare e rallentare gli effetti del morbo di Alzheimer. Secondo il capo ricercatore, Yo-El Ju, l’idea alla base di questa teoria è talmente semplice che in un certo senso l’abbiamo sempre avuta davanti agli occhi. Il problema principale del morbo di Alzheimer è la perdita di memoria, prima a breve termine e poi a lungo termine. Ma quale metodo migliore esiste per fissare la memoria del sonno?