Ipertensione ed asma: le precauzioni da prendere con il freddo

di Valentina Cervelli 3

In queste giornate innevate e caratterizzate dal gelo, non solo il nostro organismo risente delle basse temperature. Addirittura i farmaci “temono” il freddo, come abbiamo già scoperto grazie alle linee guida del Ministero della Salute. Anche se non in maniera eccessiva, una temperatura molto bassa può arrivare ad inficiare l’efficacia di alcune terapie. Ad essere maggiormente colpiti sono  i medicinali relativi ad asma ed ipertensione. E’ bene quindi prendere delle adeguate precauzioni.

Questo ovviamente non significa che dobbiamo mettere i farmaci vicino ad una fonte di calore per tenerli al caldo e  per mantenerne l’efficacia, ma che dobbiamo monitorare con una maggiore attenzione le nostre condizioni di salute se soffriamo delle patologie sopracitate.

Come spiega il dott. Arrigo Cicero, farmacologo:

Nell’organismo esposto al freddo si hanno fenomeni di vasocostrizione, soprattutto a livello periferico. Questo meccanismo, che provoca una riduzione del calibro dei piccoli vasi sanguigni nelle estremità e serve al corpo per mantenere il più possibile il proprio calore, può però avere qualche effetto collaterale. In particolare può favorire un aumento della pressione sanguigna.

Il cuore, a causa della vasocostrizione  causata dal freddo, incontra maggiori resistenze “nel suo lavoro” ed è costretto a pompare di più per consentire all’intero corpo una circolazione adeguata. E’ necessario quindi in tali situazioni controllare con maggiore attenzione la pressione arteriosa, valutando con il medico un eventuale aggiustamento della terapia.  Bisogna fare inoltre attenzione, sempre a causa della vasocostrizione alla “densità” del sangue: con la riduzione dei vasi potrebbe presentarsi un maggiore rischio di creazione di trombi (piccoli coaguli di sangue, n.d.r.)

E’ importante tenere sotto controllo la situazione anche in caso di asma. Sottolinea il medico:

Anche i bronchi tendono a restringere il loro calibro con l’esposizione al freddo, causando la cosiddetta broncocostrizione reattiva. Questo meccanismo, che ha anch’esso l’obiettivo di mantenere una temperatura ideale a livello polmonare, può avere qualche ricaduta nei pazienti asmatici o affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Anche in questo caso è possibile e consigliato monitorare adeguatamente la soluzione.

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