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Febbre da mondiali di calcio, l’epidemia nel pallone

Epidemia da Mondiali. Si verifica ogni quattro anni. Colpisce gli impiegati. Ed ha sintomi molto particolari, diciamolo pure, inesistenti: la febbre da Mondiali di calcio. Per poter seguire tranquillamente a casa propria o nei locali con gli amici le partite della nazionale i lavoratori si danno malati. Il focolaio dell’epidemia è rintracciabile in Inghilterra dove, su 400 intervistati, ben il 32% ha dichiarato che potrebbe dichiararsi malato pur di seguire la partita della nazionale guidata da Capello. Percentuale che sale al 68% tra gli habitués del calcio. Il sondaggio è stato realizzato dal sito di scommesse Betfair.

Alcune compagnie, per evitare perdite economiche, stanno correndo ai ripari. Uno speciale vaccino chiamato maxischermo. Lo ha fatto installare il gruppo Phoenix, specializzato in fondi pensione, per permettere ai dipendenti di non perdersi gli incontri. Altre aziende, invece, preferiscono concedere dei permessi non retribuiti a chi vuole rimanere a casa nelle ore clou dei match. L’epidemia è attesa anche in Italia, come spiega Giacomo Milillo, presidente della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale):

Che qualche assistito possa richiedere un certificato medico per vedere le partite è possibile ma escludo che i medici possano fare certificati falsi. Certo, ci sono casi in cui il medico si deve fidare dei sintomi descritti dai pazienti.

[Fonte: Ansa]

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