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Alla scoperta della chirurgia refrattiva: dalla tecnica Facorefrattiva agli interventi laser

I difetti visivi portano spesso a dover ricorrere agli occhiali o alle lenti a contatto, sia per la visione da lontano in caso di miopia che per leggere un libro qualora si abbia un problema di presbiopia, solitamente dopo i 40 anni d’età.

In ogni caso si tratta di problematiche che possono anche aumentare col tempo, costringendo a modificare le lenti attraverso gli anni. Per risolvere definitivamente è possibile ricorrere alla chirurgia refrattiva, che attraverso diverse tipologie di intervento consente di correggere i disturbi visivi più comuni con risultati ottimali, anche nel caso di compresenza di diverse problematiche.

Oltre alla miopia e alla presbiopia, si può intervenire sull’ ipermetropia, vale a dire la difficoltà nel mettere a fuoco gli oggetti da vicino, e sull’astigmatismo, un difetto visivo che va ad inficiare la capacità di vedere con nitidezza sia da vicino che da lontano.

La tecnica Facorefrattiva: cos’è e quando utilizzarla

Attualmente, una delle opzioni a cui è possibile ricorrere è rappresentata dalla Facorefrattiva, tecnica chirurgica che consente di correggere difetti visivi elevati non trattabili con il laser: è indicata soprattutto per soggetti over 40 con valori miopici e/o ipermetropici elevati oppure a pazienti con inizi di cataratta giovanile

La tecnica consiste nel rimuovere il cristallino naturale mediante una sonda a ultrasuoni che incide per meno di 2 millimetri. Una volta emulsificato ed aspirate tutte le masse del cristallino si introduce una lente artificiali (IOL) assolutamente biocompatile ed eterno capace di correggere il difetto visivo.

ReLEx Smile: una delle tecniche più innovative

Grazie alla tecnica ReLEx Smile, i pazienti affetti da miopia o astigmatismo possono risolvere la problematica a partire da 22 anni e se non si hanno altri particolari problemi di salute: con un unico laser si crea in meno di 30 secondi un lenticolo corrispondente al difetto refrattivo che verrà successivamente rimosso manualmente dal chirurgo con manovre altamente precise e veloci.

In pochi minuti e con recupero rapido, la Relex Smile rappresenta quindi l’ultima frontiera delle tecniche laser odierne.

La tecnica FemtoLASIK: quello che c’è da sapere

La FemtoLASIK, invece, impiega due tipi di laser diversi, uno dei quali a eccimeri. Il primo, che emette impulsi brevi e veloci, crea il taglio corneale preciso e senza contatto, mentre il secondo effettua la correzione della curvatura della cornea in modo estremamente personalizzato. I pazienti ideali hanno miopia lieve o moderata o ipermetropia fino a 5 diottrie.

Si rivela perfetta già a partire dai 18 anni e può intervenire anche su problematiche di astigmatismo, associate ad altri difetti visivi.

La tecnica PRK: cos’è e come funziona

La PRK si rivela una delle tecniche più utilizzate laddove le altre citate non siano ideali per il paziente. Acronimo di Photo-Refractive Keratectomy, essa si avvale di un laser a eccimeri che rimodella la cornea che ha difetti visivi quali miopia, ipermetropia o astigmatismo. 

Si rivela idonea soprattutto per coloro i quali abbiano una cornea molto sottile o con peculiarità per cui il medico ritiene opportuno usare la PRK. Dopo l’operazione, di solito, viene applicata una lente a contatto che consente all’epitelio di rigenerarsi rapidamente.

La monovisione: tecnica ideale per correggere la presbiopia

Infine, chi è affetto da presbiopia, condizione naturale dopo i 40 anni che compromette la visione da vicino, può optare per la monovisione. Il medico valuterà con attenzione la visione di entrambi gli occhi del paziente e provvederà a ‘rinforzare’ quella da lontano da parte dell’occhio dominante, mentre l’altro potrà vedere meglio da vicino.

Per consentire al paziente di simulare questa peculiare visione differenziata, lo specialista permetterà di simulare la condizione post-operatoria con delle lenti. Successivamente, userà una delle tecniche più idonee tra FemtoLASIK, PRK o Relex Smile per correggere il difetto. Di solito, i tempi di adattamento sono piuttosto brevi.

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