Radiografia al torace: come scoprire una malattia

di Redazione 2

Generalmente si pensa che con un RX normale del torace (lastra ai polmoni) si possano escludere tutte le malattie dell’apparato respiratorio. Non è vero, non è proprio così. Importanti malattie polmonari e pleuriche, a volte anche pericolose per la vita, possono non essere identificate in concomitanza di una normale radiografia del torace.

Talvolta si può riscontrare un aspetto radiografico che si ritiene fuori dal range di anormalità, ma non sempre anormale. Quante volte si legge il “classico rinforzo diffuso della trama bronchiale, pur in assenza di chiare addensamenti polmonari“. Si parla di bronchite cronica, questa la diagnosi che offe il medico al malato. Quest’ultimo domanda incredulo: ma se non ho mai fumato? Oppure: sono venti anni che non fumo!

In questi casi va precisato che il reperto radiografico va inteso con un certo beneficio d’inventario. Dopo i settanta anni è praticamente comune. Anche se una persona non ha mai fumato, o ha smesso da tempo di fumare, non dobbiamo dimenticare le conseguenze del “fumo passivo”, di quello che ti fuma vicino. Può aver svolto una professione che abbia recato danno ai polmoni. E nel passato, quando non c’erano certe leggi, non era forse la norma respirare il fumo nel chiuso di un bar o in faccia al vicino di tavola?

Va aggiunto poi che forme croniche recidivanti, quali l’asma bronchiale e le flogosi tracheobroncopolmonari, possono portare a quel quadro radiologico “borderline“, che sembra normale eppure non lo è. Un altro esempio ci viene offerto dall’innalzamento di uno o di entrambi gli emidiaframmi oltre il normale intervallo (il diaframma separa il torace dalli addome). Sebbene questo referto sia molto spesso dovuto ad una non perfetta esecuzione della radiografica (inspirazione subottimale da parte del paziente), essa può rappresentare un importante indice del ridotto volume polmonare. Che fare allora? O controllare radiografie precedenti per mostrare se ci sia stato un cambiamento nell’aspetto radiografico, oppure, in alternativa, far ripetere una successiva radiografia, dopo qualche mese, al fine di scoprire se ci sia stata una progressione o regressione del fenomeno. Per quanto concerne le malattie parenchimali polmonari, quale una malattia avuta localizzata che interessa soprattutto I’interstizio polmonare i sintomi clinici precedono i segni radiografici di almeno 48 ore.

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