Disabili gravi minacciano nuovo sciopero della fame

di Cinzia Iannaccio 0

In che Paese viviamo? Che mondo è quello che costringe disabili gravi non autosufficienti a fare uno sciopero della fame per ottenere il diritto alla sopravvivenza e ad un minimo di dignità? Questa è la nostra Italia? La crisi economica sta mettendo in ginocchio ogni settore e tra questi c’è anche e soprattutto la sanità pubblica. Ma credo che il caso sollevato dai malati non autosufficienti sia emblematico e debba indignare chiunque.

Il tutto è iniziato, dopo lunghe e pressocché inutili proteste verbali, lo scorso ottobre, con uno sciopero della fame che ha visto protagonisti gli stessi pazienti, già ovviamente in condizioni di salute precarie. Si è parlato di malati di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), ma il Comitato 16 Novembre che li riunisce e rappresenta in questa battaglia per la dignità, comprende anche persone affette da ben altre patologie gravi. Quello che si chiede è una vita quanto più dignitosa possibile, che urtroppo solo dei finanziamenti pubblici concreti possono offrire. Questo perché molto è già nelle mani della famiglia: spesso le mogli/madri/figlie sono obbligate a rinunciare al lavoro (e dunque ad una entrata economica consistente, e nessun futuro contributivo) per accudire il proprio caro 24 ore su 24.

Quasi per miracolo (ma di sicuro in seguito a dure battaglie) nel 2008 fu istituito in via sperimentale un “Fondo per la non autosufficienza“, destinato per offrire un sostegno a persone con gravissima disabilità e ad anziani non autosufficienti (pensiamo ai malati terminali di Alzheimer, anche) affinché potessero godere di una assistenza adeguata presso il proprio domicilio. Di fatto un risparmio anche per le strutture sanitarie pubbliche, data anche la carenza di posti letto per lungodegenza. Furono stanziati 300 milioni di euro che divennero 400 nel 2009 e 2010, per essere poi cancellati. Per il 2013 non è stato previsto per questi pazienti neppure un euro. Da qui la protesta dello sciopero della fame avvenuto in ottobre, sospeso in seguito all’interessamento e alle promesse dei ministri Balduzzi e Fornero, al quale sono seguite le parole fiduciose del Ministro Grilli. Ed ora? Alle parole non sembrano seguire fatti. Ed i malati di tempo da perdere in chiacchiere ed ulteriori promesse non ne hanno. Annunciano quindi un nuovo sciopero della fame con le seguenti dure parole, scritte sul sito del Comitato 16 Novembre:

“I disabili gravissimi non hanno ricevuto risposte concrete dopo lo sciopero della fame, solo vaghe promesse dal Ministro Grilli. Non è accettabile continuare a sentire che i malati SLA avranno i fondi.  Il Comitato 16 Novembre lotta per tutti i gravi disabili, siamo in maggioranza malati SLA, ma ci sono anche altre patologie che portano alla tracheostomia. Nel fondo Catricalà (art. 8, comma 21, disegno di legge di stabilità) non c’è nulla di definito, c’è di tutto e di più, vogliamo certezze, una cifra definita.

E’ stato quasi soppresso il fondo Letta (art 23, comma 8, legge 135/2012, detta spending review) portando il fondo da 658 milioni a poco più di 56 (art. 8 comma 18, disegno di legge di stabilità).
Dal giorno 14 novembre riprenderemo lo sciopero della fame  alimentandoci al 50% del fabbisogno calorico. Dal 21 novembre saremo anche in presidio permanebte davanti al ministero dell’economia. Non chiediamo miracoli, solo atti ufficiali […] Avete la facoltà di evitare sofferenze e probabili “INCIDENTI”, Governo Monti, se ci sei, fai il tuo dovere prima che prenotiamo aerei, navi, treni e ambulanze“.
Un appello da sottoscrivere in massa. Un diritto alla vita dignitosa che non è di pochi disabili, ma dei cittadini tutti. Per maggiori informazioni si può visitare il sito dedicato.

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