Diabete e tecnologia: a che punto siamo

di Valentina Cervelli 0

Il 14 novembre si è celebrata la Giornata Mondiale del Diabete: una occasione unica per fare il punto della situazione su come sia possibile al giorno d’oggi tenere sotto controllo questa condizione aiutandosi con la tecnologia. E scoprendo allo stesso tempo però che l’infrastruttura sanitaria non è sempre pronta a fornire tale opportunità al paziente.

Diabete, dove siamo ora

Tra le altre cose quest’anno sono ormai cento anni che l’insulina è stata scoperta: eppure vi sono milioni di persone al mondo che per mancanza di un sistema sanitario degno di questo nome e la conseguente mancanza di fondi per acquistare la terapia necessaria non hanno accesso per dei farmaci da considerare salvavita contro il diabete. Quest’anno la Giornata Mondiale ha avuto come tema “L’accesso alle cure per il diabete: se non ora quando?” ed è inutile dire che si tratta di una domanda davvero importante da porsi.

In Italia, fortunatamente, coloro che sono affetti da diabete, aiuti dal SSN, possono avere accesso a cure all’avanguardia, sia per quel che concerne la patologia stessa, con formulazioni di insulina sempre più moderne, sia per quel che riguarda il controllo dei livelli di glucosio nel sangue con specifici sensori da inserire sottopelle e controllare anche con il proprio smartphone. Allo stesso tempo però, persone come Agostino Consoli, presidente della Società italiana di diabetologia, richiedono giustamente che l’accesso alle cure venga migliorato: e per accesso non si intende solo la visita diabetologica quanto l’accesso alla fruizione della tecnologia disponibile e la rimborsabilità di alcuni farmaci ormai disponibili sul mercato da oltre dici anni.

Un accesso che sembra essere più “scontato” in alcune zone rispetto alle altre.

Perché è difficile applicare la tecnologia al diabete

Per quel che riguarda il rapporto tra tecnologia e diabete, almeno a livello teorico, si parla di una relazione molto avanzata dato che soprattutto per quel che concerne il diabete di tipo 1 sono a disposizione del malato sistemi di monitoraggio continuo della glicemia che possono essere applicati e tenuti per circa 15 giorni capaci di comunicare in tempo reale e continuo il valore della glicemia aiutando il paziente a gestire al meglio la patologia ottenendo un miglioramento generale nel suo stile di vita.

Esistono anche delle penne intelligenti per l’inoculazione dell’insulina capaci di mantenere in memoria le unità somministrate e il tempo di somministrazione. E ancora dei medicinali che sono in grado non solo di abbassare il livello di glucosio ma anche di abbassare il rischio di problemi a carico dell’apparato renale e di quello cardiovascolare.

Il problema: statisticamente solo il 50% di chi ne avrebbe diritto ha accesso a tutto ciò per via di una scorretta organizzazione.

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