Melanoma occhio, cura con l’adroterapia

di Valentina Cervelli 0

Curare il melanoma dell’occhio con l’adroterapia è possibile. Nei laboratori dell’INFN in Sicilia ripartono infatti i trattamenti dopo un anno di chiusura per la necessaria manutenzione e upgrade dei macchinari.

Il trattamento a fasci di protoni accelerati sono il meglio al quale si possa aspirare per la cura dei tumori oculari attualmente e tale tecnica, conosciuta come adroterapia, è negli ultimi 13 anni divenuta una delle strade terapeutiche alternative per diverse tipologie di cancro. Il melanoma oculare si adatta perfettamente ad essere curato attraverso di essa: necessita di un approccio preciso ed estremamente localizzato per non creare danno ai tessuti circostanti ed ulteriori conseguenze per l’organo colpito. Il centro siciliano è l’unico che approccia questa particolare malattia dell’occhio: la sua riapertura è stata ritenuta basilare per i pazienti italiani proprio per questo motivo.

Cosa è l’adroterapia

L’adroterapia è una terapia utilizzata in oncologia per trattare i tumori posti in lughi che necessitano estrema precisione.Vengono utilizzati dei fasci di adroni emessi da un acceleratore di particelle che riesce a selezionare in maniera pressoché perfetta, rispetto alla normale radioterapia, le cellule malate agendo solo su queste. L’intero ciclo di terapia come qualsiasi altra radioterapia ha la durata di un mese.

Come si svolge la seduta di adroterapia

Per trattare il melanoma dell’occhio, il paziente viene sottoposto a 4 sedute differenti per 4 giornate consecutive. Esso viene preparato ed allineato perfettamente con la macchina sul lettino in modo tale che il fascio di protoni composto da un’energia di 62MeV possa colpire perfettamente la parte malata.

La fisica delle particelle ha conquistato uno spazio sempre più grande all’interno della medicina moderna. Il naturale evolversi di queste tecniche nel corso degli anni ha portato non solo ad una applicazione pratica come quella dell’approccio terapeutico al melanoma oculare, ma anche allo sviluppo di strumenti diagnostici e nuovi farmaci. Il campo oncologico, come è possibile notare, è quello che ne ha maggiormente beneficiato.

Photo Credit | Thinkstock

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