Giornata mondiale dell’osteoporosi il prossimo 20 ottobre

di Valentina Cervelli 3

Il prossimo 20 ottobre, anche nel nostro paese si celebrerà la Giornata mondiale dell’Osteoporosi. In occasione di questo particolare appuntamento, diversi convegni ed incontri sono stati organizzati in tutta Italia per fare il punto sulla situazione di questa particolare e diffusa malattia delle ossa.  Una patologia che colpisce in particolare le donne.

Grazie alla partecipazione dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, presso un centinaio di ospedali, in tutta Italia, ci si potrà sottoporre ad una consulenza medica dedicata ed ai relativi esami gratuiti.

Quella della Giornata mondiale dell’Osteoporosi è una “festa” che nasce per sottolineare l’importanza della prevenzione, soprattutto attraverso uno stie di vita adeguato, nel quale non deve mancare il mantenimento di una corretta dieta e una sana e regolare attività fisica. E sebbene possa sembrare scontato, una delle prime azioni preventive da mettere in atto al fine di non cedere il passo a questa malattia è un consumo equilibrato e costante di latticini.

Il latte ed i suoi derivati sono infatti per antonomasia una fonte importantissima di calcio, quel minerale che fa si non solo di mantenere le nostre ossa sane e robuste, ma consente all’organismo di vivere e funzionare senza andarlo a pescare in quest’ultime, mettendo a dura prova il nostro apparato scheletrico rendendolo più fragile.

Il calcio contenuto nel latte, per chi non lo sapesse, è più “biodisponibile” rispetto a quello che si può assumere attraverso la verdura, soprattutto per l’assenza di antinutrienti come l’acido fitico  e la contemporanea presenza della vitamina D.

L’osteoporosi si associa solitamente al periodo successivo alla menopausa. Questo perché la produzione di estrogeni da parte delle ovaie femminili si interrompe, e facilità la perdita di densità ossea. Va ricordato che questa malattia solitamente si sviluppa con lentezza ed in maniera progressiva. Soprattutto lo fa senza dare troppi “cenni” della sua presenza, e spesso ci si rende conto di lei solo in concomitanza con una sua frattura.

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