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Aviaria H5N5, dobbiamo avere paura?

Il virus dell’aviaria H5N5 deve metterci paura? Ragioniamo insieme su quelle che sono le informazioni che abbiamo finora su questa zoonosi e quale pericolo può rappresentare per noi.

Cosa sappiamo dell’aviaria H5N5

Facciamo un passo indietro. Negli ultimi giorni si è tornato a parlare con una certa attenzione del ceppo di influenza aviaria H5N5, dopo che un caso umano, il primo documentato al mondo per questo ceppo, ha portato alla morte di un paziente negli Stati Uniti.
Ciò ha naturalmente suscitato timori sulla possibilità che il virus possa rappresentare una minaccia per la salute pubblica. Ma è davvero il caso di avere paura?

Il caso in questione riguardava una persona che aveva avuto contatti con pollame domestico. Una situazione considerata “tipica” per le infezioni da virus aviari. Dopo le analisi di laboratorio, si è appurato che si trattava proprio di aviaria H5N5 e non di varianti precedenti già viste in umani come H5N1.

Cosa significa? È la prima volta che un ceppo di questo tipo viene rilevato in un essere umano. Gli esperti sottolineano che al momento il rischio che il virus si diffonda tra persone è molto basso. Non è stata osservata infatti alcuna trasmissione da uomo a uomo, né altri casi sono emersi tra i contatti stretti del paziente. Inoltre, le autorità sanitarie tra cui l’OMS, hanno valutato che sulla base delle informazioni disponibili la minaccia  per la popolazione generale resta “bassa”.

Nessun allarme ma fare attenzione

Quello che dobbiamo ricordare è che molte delle infezioni documentate negli ultimi anni da virus aviari (soprattutto da H5N1) sono avvenute dopo contatto diretto con uccelli o in contesti di allevamenti. Dati recenti in Europa segnalano che, per chi non è esposto a pollame o ad ambienti con animali infetti, il rischio di contagio rimane basso.

Ciò non significa però che si possa ignorare del tutto la questione. I virus dell’influenza aviaria, compresi quelli della famiglia H5, continuano a circolare in uccelli selvatici e in pollame domestico  e in alcuni casi anche in mammiferi non umani. Questo mantiene vivo il potenziale zoonotico. Ovvero la possibilità che il virus “salti” di specie e infetti anche gli esseri umani. Per questo motivo la sorveglianza sanitaria e veterinaria resta fondamentale, soprattutto in contesti di allevamenti o per chi lavora con animali.

In un contesto non direttamente collegato a pollame o allevamenti come il nostro europeo cosa dobbiamo pensare? Semplice: al momento non c’è ragione di vivere con paura. Il virus dell’aviaria H5N5 rappresenta una potenziale minaccia, attualmente molto circoscritta. E legata prevalentemente a situazioni di contatto diretto con animali infetti. Non siamo davanti a una epidemia e non siamo davanti a una possibile pandemia. Ciò non toglie che sia necessaria prudenza.