Flebo, errore a Padova: acqua distillata nelle vene al posto della fisiologica

di Valentina Cervelli 2

Quando si ha bisogno di reidratare una persona in difficoltà o somministrargli un particolare medicinale chiamato a fare effetto in breve tempo, negli ospedali e nei pronto soccorso,  lo stesso viene  diluito in soluzione idrosalina (conosciuta anche sotto il nome di fisiologica, n.d.r.) e somministrato in via endovenosa. Ma cosa succede se al posto di questa soluzione viene iniettata dell’acqua distillata?

L’errore è avvenuto mercoledì scorso nell’ospedale di Padova, all’interno dell’ambulatorio integrato di endocrinologia. Quattro pazienti, un uomo e tre donne le cui generalità non sono state rese note per motivi di privacy, hanno subito una infusione endovenosa di acqua distillata al posto della soluzione fisiologica. Due di loro, ancora nella struttura sanitaria, sono stati immediatamente posti sotto osservazione. La stessa cosa è stata fatta con le due persone già giunte a casa e richiamate appositamente per verificare che la flebo sbagliata non avesse apportato complicanze pericolose.

Da ciò che si evince dai primi riscontri ottenuti, nessuno dei pazienti avrebbe riportato complicanze particolari, che se manifeste avrebbero riguardato principalmente il loro equilibrio ematico. Questo perché sebbene essenzialmente uno “scambio” di questo tipo non dovrebbe causare particolari problemi, all’interno di un quadro di salute debilitata, potrebbe instaurarsi un processo di “diluzione” del sangue che porterebbe alla rottura dei globuli rossi ed al manifestarsi di emorragie. Commenta il direttore sanitario Gianpietro Rupolo:

Siamo molto dispiaciuti per quanto abbiamo avviato la consueta procedura di indagine interna per capire come siano andate le cose ma soprattutto per monitorare i pazienti, che fortunatamente stanno tutti bene.

Una donna è già stata dimessa, mentre le altre due continuano ad essere tenute sotto controllo presso il nosocomio padovano. L’uomo, richiamato, ha rifiutato il ricovero ma si trova sotto stretta sorveglianza nella sua abitazione, sottoposto ad analisi del sangue quotidiane. L’ospedale ha fatto sapere che verificherà l’accaduto con la collaborazione della casa farmaceutica di produzione di entrambe le soluzioni.

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Fonte: Corriere della Sera

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