Cure inutili e costose per tumori, denunciato falso medico

Un falso medico prescriveva cure inutili e costose per tumori a bambini malati: la donna, che si fingeva specialista presso un’importante ospedale pediatrico romano è stata denunciata per truffa ed esercizio abusivo della professione. Con il suo comportamento rappresentava un ulteriore pericolo per i piccoli malati.

Malate di tumore, tac urgenti rimandate al 2017

TAC urgenti rimandate al 2017 per due malate di tumore. Quella che assomiglia ad una brutta barzelletta sulla sanità italiana è in realtà ciò che è accaduto a Lecce presso l’ospedale Vito Fazzi. Un episodio che illustra pienamente la necessità di migliorare seriamente questo settore assistenziale.

Bimbo da due anni “prigioniero” in ospedale

Da due anni “prigioniero” in una stanza dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma perché la Asl del suo paese non riesce ad organizzare per lui, burocraticamente, un trasferimento protetto nella sua zona di residenza in provincia di Napoli. Questa è la storia di Giuseppe.

Malasanità, 3 bambini morti per incompetenza?

Tre casi di bambini molto piccoli morti poco dopo le dimissioni dall’ospedale o in attesa di posti letto. Nella sanità italiana al sud qualcosa non sta funzionando nel modo giusto e la morte di innocenti creature non fa altro che agire come un megafono che amplifica il problema di malasanità pre-esistente.

Malasanità, 400 decessi in 3 anni

3 anni, 400 morti sospette. Questi, i numeri da brivido dell’inchiesta svolta dalla Commissione parlamentare sugli errori e i disavanzi in campo sanitario. Dalla relazione, inoltre, sono emerse anche altre “ombre” sulla Sanità italiana: incongruenze fra posti letto e personale medico, costo del personale troppo elevato, senza contare lo scarto regionale tra Nord e Sud rispetto al rapporto qualità/prezzo del servizio.

“Camici sporchi”: numero verde per i pazienti

Un numero verde è da oggi a disposizione dei cittadini che sono stati curati presso il reparto di cardiologia del Policlinico di Modena, coinvolti come vittime nell’inchiesta “Camici sporchi“. Si tratta dell’indagine portata avanti dal nucleo antisofisticazioni (NAS) dei  Carabinieri di Parma su richiesta della Procura di Modena che circa 72 ore fa ha portato all’arresto di 9 medici cardiologi che avevano lavorato (ed uno lavorava ancora) presso il reparto di cardiologia del nosocomio stesso.

Malasanità: “Camici sporchi” arrestati 9 cardiologi

L’operazione è in corso ed è stata denominata “Camici sporchi” i Carabinieri del Nas di Parma hanno arrestato questa mattina 9 medici cardiologi che, come si legge dalle agenzie, “hanno svolto o svolgono la propria attività presso il reparto di Cardiologia del Policlinico di Modena”. Si tratta di un vero e proprio terremoto che è solo alla prima scossa. Sono impegnati al momento ben 150 carabinieri dei Nas (il nucleo antisofisticazioni) in 10 regioni su ordine della Procura di Modena.

Malasanità: vive 22 anni con drenaggio nell’addome

Un episodio di malasanità davvero incredibile. Ha vissuto per ventidue anni con un tubo di drenaggio di dodici centimetri nell’addome. Sarà la Procura a dover stabilire il grado di colpevolezza e i colpevoli di un errore  che ad una paziente di diciannove anni operata di appendicite è costato più di decenni di dolori diagnosticati come semplice colite. Fino alla tac dello scorso anno, che evidenziò il tubo e permise la sua rimozione.

Neonato morto a Roma era nato sano

Il neonato deceduto in seguito alla somministrazione di una flebo di latte al posto della soluzione fisiologica era nato sano e sarebbe sopravvissuto. Sono queste le principali novità apportate al caso dall’autopsia tenutasi ieri sul piccolo morto all’ospedale San Giovanni di Roma in seguito ad un tragico errore. Al momento sono venti le persone iscritte nel registro degli indagati.

Neonato morto per flebo di latte a Roma

Una storia di cui non vorremmo mai sentire parlare: la morte di un neonato per un caso di malasanità. Un bimbo è morto a Roma per essere stato sottoposto ad una flebo di latte invece che una di normale soluzione fisiologica. Il piccolo, nato da pochi giorni e prematuro, non ce l’ha fatta. L’incidente è avvenuto all’ospedale San Giovanni dieci giorni fa.

Dal Cardarelli alla clinica privata del primario: scandalo sanità a Napoli, ma accade solo lì?

Si fa un gran parlare e gridare allo scandalo in queste ore per ciò che è avvenuto a Napoli, per essere precisi al Cardarelli, storico nosocomio della capitale partenopea. Vi raccontiamo i fatti: nella giornata di ieri è stato arrestato e condotto presso il carcere di Poggioreale Paolo Iannelli, noto luminare e primario della seconda divisione di ortopedia del Cardarelli di Napoli. L’accusa è quella di concussione, truffa e falso e si basa su numerose intercettazioni telefoniche e ambientali, nel corso delle quali è emerso il meccanismo incriminato: i pazienti, ricoverati presso il reparto di ortopedia dell’ospedale, venivano “dirottati” presso la lussuosa clinica privata Villa Del Sole, ovviamente di proprietà dello stesso primario.

Umberto I, quattro giorni legata in barella: la ricostruzione degli eventi

Quattro giorni passati in stato comatoso ed legata su una barella del policlinico Umberto I di Roma in attesa di un ricovero nel reparto di neurologia: il caso della donna di 59 anni  affetta da alzheimer precoce ed ematoma subdurale  è diventato presto di dominio pubblico, accendendo i riflettori su quello che si è subito trasformato in un caso nazionale.

Flebo, errore a Padova: acqua distillata nelle vene al posto della fisiologica

Quando si ha bisogno di reidratare una persona in difficoltà o somministrargli un particolare medicinale chiamato a fare effetto in breve tempo, negli ospedali e nei pronto soccorso,  lo stesso viene  diluito in soluzione idrosalina (conosciuta anche sotto il nome di fisiologica, n.d.r.) e somministrato in via endovenosa. Ma cosa succede se al posto di questa soluzione viene iniettata dell’acqua distillata?

Malasanità: stavolta la denuncia arriva dai medici

Purtroppo quasi ogni giorno ormai si parla di malasanità, di denunce e processi che vengono perpetrati ai danni di medici inadempienti, superficiali nelle diagnosi o quant’altro. Ma ora la categoria medica ha deciso di dire fermamente basta allo status quo e lo ha fatto presentando un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Roma. L’azione legale arriva con una delibera votata il seno all’ultimo Consiglio straordinario dell’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi ed Odontoiatri di Roma, con lo scopo di informare la magistratura circa l’assurda situazione che da anni si sta manifestando nella sanità pubblica romana, in continua discesa verso il baratro!