Danacol e Pro-active, multa anti-trust per le bevande contro il colesterolo

di Redazione 1

Le bevande che contrastano il colesterolo cattivo sono sempre più pubblicizzate e si avvalgono spesso di testimonial celebri. Pensiamo ad esempio allo spot che vede protagonista Little Tony e il suo cuore matto, quello del prodotto Danone Danacol per intenderci. Ma queste bibite sono davvero così miracolose e contribuiscono in misura reale all’abbassamento dei livelli di colesterolo nel sangue? Grazie alla presenza di fitosteroli, a quanto pare, sì.

Eppure l’Anti-trust ha deciso di multare due tra le più importanti aziende produttrici di bevande anti-colesterolo, la sopracitata Danone e la Unilever. La motivazione è una pubblicità scorretta, con messaggi reputati omissivi e fuorvianti per il pubblico. Le promozioni pubblicitarie del Danacol e del Pro-active sono costate ai due marchi una sanzione di 250 mila euro, alla Danone, e di 100 mila euro alla Unilever.

Come viene spiegato in una nota rilasciata dalla stessa Autorità:

Dal punto di vista giuridico a Danone ed Unilever non è stata contestata l’efficacia delle proprie bevande, che si configurano come alimenti funzionali addizionati di fitosteroli, nel ridurre i livelli del colesterolo. È  stato invece contestato il fatto di aver indotto il consumatore a usare le bevande come un sistema risolutivo nella lotta al colesterolo.

Sotto accusa anche la promozione “Mese del Cuore“, che risale al settembre del 2008, che è costata alla Danone un’ulteriore multa di 50.000 euro. Ogni confezione acquistata dava diritto ad un buono di acquisto di una seconda confezione, che a conti fatti sarebbe risultata completamente gratuita. Peccato però che lo spot non specificava che il buono non era valido nell’immediato ma solo compilando un questionario e spedendo scontrino e prova d’acquisto. Una trafila che non tutti i clienti sono disposti ad intraprendere. Malgrado le sanzioni pecuniarie inflitte alla Danone e all’Unilever dall’Autorirà, per le Associazioni dei consumatori le multe commissionate dall’Anti-trust non sarebbero sufficienti a ripagare migliaia di consumatori dai danni subiti.

[Fonte: AgoraNews]

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