Contraccezione, arriva il “pillolo” per lui

di Valentina Cervelli 1

Contraccezione, finalmente il “pillolo” tanto decantato per anni starebbe per diventare realtà. In una versione senza effetti collaterali. Anche le donne che hanno problemi con l’assunzione della pillola anticoncezionale potranno pretendere rapporti sicuri, almeno per ciò che riguarda la gravidanza, da parte dei loro uomini.

Sebbene il miglior modo per prevenire gestazioni indesiderate e malattie rimanga comunque il profilattico, lo sviluppo della pillola anticoncezionale maschile aprirà sicuramente, una volta effettiva, le porte ad una nuova concezione della sessualità.

Dopo tanti anni nei quali la pillola per uomo è stata decantata ma mai vicina effettivamente alla realizzazione per via di diversi problemi che creava a coloro che la assumevano, finalmente si è arrivati alla formula di un contraccettivo maschile privo di ormoni ed effetti collaterali.  I progetti fino ad ora  studiati riguardavano un farmaco sviluppato in modo molto similare a quello femminile e basato sulla somministrazione di ormoni (nello specifico steroidi, n.d.r) in grado di bloccare si la produzione di sperma, ma al contempo pericolosi perché potenzialmente in grado di rappresentare un fattore di rischio importante per lo sviluppo di malattie cardiache e impotenza.

I ricercatori della Columbia University negli Stati Uniti sono partiti dalla necessità di non utilizzare componenti ormonali ed evitare effetti collaterali: i risultati sono stati incredibili. Il “pillolo” creato in laboratorio è di tipo non-steroideo, e quindi senza effetti collaterali. Gli scienziati americani sono, in pratica, stati in grado di creare un farmaco valido nel blocco temporaneo della produzione di sperma senza mettere in pericolo la fertilità maschile in generale.

Il tutto è basato sulla capacità di questa formula messa a punto di alterare in maniera adeguata la capacità di utilizzare la vitamina A, elemento fondamentale per la produzione di sperma, agendo nello specifico sui ricettori dei retinoidi.

Al momento lo studio ha validità solo su modello animale essendo il farmaco stato provato solo sui topi. La speranza è quella di portare la sperimentazione a livello umano entro qualche anno.

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Fonte: Asca

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