Cassandra Marshall ha subito l’amputazione di gambe e braccia dopo un “raffreddore“. O almeno è quello che lei stessa pensava che fosse prima di risvegliarsi in ospedale amputata.

La storia di Cassandra Marshall
La storia di questa donna ha fatto il giro del mondo per la sua straordinarietà. Madre di quattro figli e residente a Stokesdale, nella Carolina del Nord, Cassandra Marshall si era sentita male verso la fine del 2023 con sintomi inizialmente scambiati per un semplice raffreddore o influenza.
Come accade spesso nei mesi più freddi dell’anno, malesseri come tosse, febbre e dolori muscolari vengono attribuiti a infezioni stagionali, ma nel suo caso quelle prime avvisaglie nascondevano qualcosa di molto più grave. Dopo essere stata visitata in pronto soccorso e rimandata a casa con una diagnosi di influenza, le condizioni di Cassandra sono rapidamente peggiorate la notte successiva. Al punto che ha iniziato ad avere serie difficoltà respiratorie e il marito ha dovuto chiamare i soccorsi.
Arrivata in ospedale in condizioni critiche, i medici hanno scoperto che non si trattava semplicemente di un’influenza, ma di un’infezione da streptococco di gruppo A che aveva portato rapidamente alla sepsi. E, successivamente, allo shock settico. La sepsi, ricordiamo, è una reazione estrema del corpo a un’infezione. E può causare un rapido deterioramento delle funzioni degli organi, oltre a una compromissione della circolazione sanguigna nei tessuti periferici.
Il danno alla circolazione è stato così importante da spingere i medici alla rimozione degli arti compromessi. Prima sono state amputate le gambe e successivamente, in un secondo intervento, le braccia.
Il percorso di Cassandra Marshall non si è fermato in sala operatoria. Dopo settimane di ricovero nei quali ha lottato per la vita ha iniziato un lungo processo di riabilitazione. Si è reso necessario anche l’uso di un macchinario ECMO per sostenere funzioni vitali compromesse.
Le conseguenze di batteri pericolosi

Questo ha incluso non solo la gestione del dolore e la preparazione fisica, ma anche l’apprendimento di nuove modalità di movimento autonomo attraverso l’uso di protesi e ausili come la sedia a rotelle. Il distacco dagli arti è stato naturalmente un’esperienza devastante, non solo fisicamente ma anche emotivamente. La donna ha raccontato di dover accettare non solo la perdita della capacità di camminare, ma anche delle braccia, con cui poteva abbracciare e prendersi cura dei suoi figli.
Oltre alle sfide fisiche, la donna e la sua famiglia hanno affrontato difficoltà burocratiche e finanziarie. Con richieste di invalidità respinte più volte e la necessità di avviare raccolte fondi per potersi permettere protesi avanzate. Necessarie per migliorare la sua qualità di vita e autonomia.
Cassandra Marshall è comunque grata per il sostegno della sua famiglia e per essere ancora viva. Cosa ci insegna la sua storia? Di non sottovalutare nulla.