Neonato morto per flebo di latte a Roma

di Valentina Cervelli 4

Una storia di cui non vorremmo mai sentire parlare: la morte di un neonato per un caso di malasanità. Un bimbo è morto a Roma per essere stato sottoposto ad una flebo di latte invece che una di normale soluzione fisiologica. Il piccolo, nato da pochi giorni e prematuro, non ce l’ha fatta. L’incidente è avvenuto all’ospedale San Giovanni dieci giorni fa.

La notizia è trapelata solo ora. Un errore fatale per il bimbo di una coppia filippina residente nel nostro paese. La donna era alla trentesima settimana di gestazione quando ha iniziato ad avere le contrazioni. Si è recata subito in ospedale, al Grassi di Ostia, dove ha partorito. La condizione di prematurità del bambino presupponeva però un tipo di assistenza che l’ospedale del litorale romano non era in grado di offrire. Per dare la necessaria assistenza al bimbo prematuro, nato in anticipo di dieci settimane, si è deciso per il trasferimento della donna e del figlio al San Giovanni di Roma, dove il piccolo nel reparto di Neonatologia avrebbe dovuto ricevere tutte le cure necessarie ad un corretto sviluppo al di fuori dell’utero materno.

I problemi sono iniziati quasi subito dopo il ricovero. Il neonato ha incominciato a stare male ed in seguito è deceduto. Per diversi giorni vi è stato un silenzio serrato sulla vicenda, fino a che qualcuno, nella direzione dell’ospedale non si è accorto di qualcosa sulla cartella clinica del piccolo ed ha deciso di denunciare i fatti.  La procura ha avviato delle indagini ufficiali iscrivendo sul registro degli indagati parte del personale.

Gli inquirenti intendono capire non solo in quale modo e perché tal errore sia stato commesso, ma se vi siano state eventuali omissioni ed il tentativo di insabbiare l’accaduto da parte del reparto. Non solo: a breve verrà sentita anche la madre del bambino, per comprendere come mai non abbia denunciato lei stessa i fatti occorsi a suo figlio, lo ricordiamo, nato alla trentesima settimana di gestazione.

Photo Credit | Thinkstock

Commenti (4)

  1. Sconcertante nonchè abbominevole gesto di gente INCOMPETENTE che come al solito si aggirano indisturbati negli ospedali, occupando “posti di lavoro” senza rendersi conto che IN PRIMIS, ciò che hanno scelto come professione, dev’essere una MISSIONE! Siamo continuamente in mano a gente che non è in grado di lavorare in ospedale. Colpa di raccomandazioni, siamo nel 2012 ma nulla è cambiato rispetto a 100 anni fa, andiamo solo avanti così, con gente che non sa nemmeno di avere tra le mani una vita umana, perchè impegnata col cervello altrove. V E R G O G N A!!!
    Basta con i privilegiati, basta con i raccomandati, basta con tutta questa ignoranza! (Comunque “dove a partorito” li scritto nell’articolo, si scrive con l’H, mi scuso per la precisazione).

    1. @Monica:
      A piccoli refusi che possono occorrere è bene che vi sia un attento sguardo del lettore. Ciò significa che ha letto l’articolo con attenzione e questo non può fare altro che piacere a chi si impegna come noi nel crearli. 🙂

      E’ comprensibile la sua indignazione. Mi arrovello a tentare di capire come possano esserci errori di questo genere. Sono figlia e sorella di infermieri e so quanto possa essere convulsa la vita di reparto ma una cosa del genere…è inammissibile.

    2. Io ci sono cresciuta in quell’ospedale per varie vicissitudini, Ci sono nati i miei figli a distanza di 5 anni ed ho trovato, almeno in ostetricia un cambio abissale a distanza dell’uno dall’altro: da personale sorridente e sereno in un’ambimente di vita a persone stanche e sgarbate. Poi ho comiciato con loro a frequentare l’ambulatorio pediatrico , per problemei di allergie e dintorni. Dopo due anni di funzionamento eccellente, con visite accuratissime che duravano anche 30 minuti (un evento straordinario nella sanità pubblica), con il personale che rispondev a atutti i miei quesiti, spiegava all a bimba tutto con correttezza ed affetto….. ha chiuso, produceva poco!!!! Ecco, la distrazione umana no è accettabile in questo lavoro, che hai ragione, è una missione e quello che è accaduto (soprattutto se si è tentato di nasconderlo) è vergognoso ed inaccettabile. Attenzione però a quello che è tutto il meccanismo prima di dare la colpa SOLO al singolo individuo. Se non si risolve il problema a priori, anche se arresti il colpevole e butti la chiave, la questione tornerà ad accadere boccette e cannule eguali!

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