Amore: sboccia con facilità se c’è sole

Perché scoppia l’amore? Con l’avvicinarsi di San Valentino viene spontaneo porsi questa domanda.  Quando esplode? Una risposta è stata data dai ricercatori dell’Université de Bretagn e-Sud, i quali dopo uno studio dedicato, sono arrivati alla conclusione che questo sentimento nasca con più facilità nelle giornate di sole.

Umore, migliora con la dieta vegetariana?

Sembra che la dieta vegetariana possa influire anche sull’umore. Frutta e verdura, dunque, non solo sono un toccasana per il nostro organismo, ma sarebbero in grado anche di scacciare via la tristezza e migliorare l’umore. A suggerirlo, uno studio americano pubblicato sul “Nutrition Journal”, che ha coinvolto 39 volontari, che consumavano carne o pesce almeno 1 volta al giorno, poi suddivisi in modo causale in 3 gruppi.

Depressione o buon umore? La musica da scegliere e quella da evitare per star bene

Il cervello regola le funzioni del nostro corpo, e per questo è molto importante rimanere sempre di buon umore. Patologie come la depressione possono influenzarlo fino al punto di star male fisicamente, e per questo motivo i ricercatori della Caledonian University di Glasgow (Scozia) hanno tentato di capire quali fossero i fattori che avrebbero potuto mantenerci di buon umore o favorire il cattivo umore.

Basandosi sui principi della musicoterapia, hanno portato avanti un progetto durato tre anni in cui facevano ascoltare dei brani musicali ai pazienti affetti da depressione o altri disturbi dell’umore. I ricercatori hanno così scoperto che il ritmo e l’intensità della musica riuscivano a creare un’emozione in grado di influenzare lo stato d’animo, arrivando a creare un modello per suscitare le sensazioni volute.

Il sale potrebbe essere un antidepressivo naturale

La maggior parte delle persone consumano troppo sale, ed un ricercatore dell’Università degli Studi dell’Iowa ha scoperto un potenziale motivo per cui ne abbiamo bisogno: potrebbe metterci di buon umore. Lo psicologo Kim Johnson e colleghi hanno scoperto che, quando sono nei ratti è carente il cloruro di sodio ( il sale comune), essi si sottraggono alle attività che normalmente gli provocano piacere, come bere una bevanda zuccherata o premere un bottone che invia una piacevole sensazione al cervello.

Le cose che normalmente sarebbero piacevoli per i ratti, non vengono effettuate nella maniera giusta, il che ci porta a credere che un deficit di sale ed il desiderio ad esso associato possono indurre ad uno dei principali sintomi associati alla depressione.

Questa la conclusione a cui è arrivato Johnson. Per ora i ricercatori non possono dire che si tratta di vera depressione perché i fattori che portano a tale diagnosi sono molteplici, ma una perdita di piacere nelle attività normalmente piacevoli è una delle caratteristiche più importanti della depressione psicologica. E l’idea che il sale sia un naturale “sollevatore di morale” potrebbe aiutare a spiegare il motivo per cui siamo così tentati dall’ingerirne troppo, anche se è noto che esso contribuisca agli elevati livelli di pressione arteriosa, malattie cardiache ed altri problemi di salute.