Capillari rotti e calze elastiche

Richiesta di Consulto Medico su capillari rotti e calze elastiche
Buongiorno, Ho 26 anni e soffro da sempre di capillari rotti, specialmente nelle caviglie e polpacci. Ne ho davvero molti ed alcuni sono grandi e di colore verde..sembrano più delle vere e proprie vene, piuttosto che capillari. I medici mi hanno sempre detto che ho un sistema circolatorio molto debole e infatti ho anche molta ritenzione. Lavoro sempre in piedi per quasi nove ore al giorno. Ho deciso di mettere le calze apposite e tra un po’ andrò a mettere anche un plantare adatto per piedi piatti (purtroppo ho anche quello), volevo sapere se c è altro che posso fare e se mi devo preoccupare. Ha 26 anni ho delle gambe di 50 anni e sono molto triste per questa cosa, vorrei risolvere! Sia il problema vene che della ritenzione, vorrei fare tutto ciò che mi è possibile per rimettermi in forma. Grazie mille

Apnea del sonno, combatterla con le calze a compressione

Indossare calze a compressione può essere una semplice strategia per migliorare l’apnea ostruttiva del sonno nei pazienti con insufficienza venosa cronica, secondo uno studio italo-francese. L’insufficienza si verifica quando le vene di un paziente non riescono a pompare abbastanza sangue fino al cuore, e si verifica più spesso nelle vene delle gambe.

Gambe in movimento: calze elastiche e massaggi venosi

La Sindrome della Classe Economica è una grave complicanza che si manifesta durante o a seguito di lunghi viaggi, prevalentemente in aereo ma non solo, soprattutto in persone che presentano vari fattori intrinseche di rischio per trombosi venose. II termine SCE (Sindrome Classe Economica) si riferisce al fatto che in quella parte dell’aereo gli spazi sono più ristretti e il passeggero è costretto a stare seduto con le gambe rattrappite; ma in realtà la trombosi venosa è stata segnalata anche nei passeggeri della prima classe e perfino nella cabina di pilotaggio.

 Vi è un progressivo e significativo aumento nell’incidenza dell’embolia venosa in rapporto alla lunghezza e alla durata del viaggio. Dunque la posizione seduta, con le gambe rattrappite per ore, può determinare una lesione dei vasi venosi e una marcata diminuzione del flusso sanguigno con aumento dell’ematocrito e della concentrazione delle proteine ematiche nelle gambe, favorite dalla disidratazione per l’aria pressurizzata in un ambiente con scarsa ventilazione.