Criptorchidismo adulto, spermiogramma e fertilità

Richiesta di Consulto Medico
Salve, sono un uomo di 37 anni che insegue il sogno di avere un figlio. Sono stato affetto da criptorchidismo in tenera eta’ e sottoposto ad intervento chirurgico alla nascita per il testicolo sinistro – che risulta nettamente di dimensioni inferiori rispetto al destro – mentre il destro ha raggiunto la sua posizione successivamente in modo naturale. In realta’ ancora oggi soffro di dolori al testicolo sx ed a volte capita che fuoriesca dalla sacca scrotale e risalga, anche se di poco. …….

 

 

Sensibilità al testicolo retratto, quale causa?

Richiesta di Consulto Medico
Dalla pubertà in poi il testicolo sinistro si è fermato a metà nello scroto ma non mi ha mai dato problemi di fertilità(tre figli)! Da due anni ho problemi lievi prostatici(PSA: normale; visita urologo: lieve ingrossamento terzo lobo) ed assumo regolarmente Avodart, e da poco tempo anche purtroppo silodosina Urorec 8 mg: ho l’impressione che da quando prendo questo medicinale, il testicolo si è ulteriormente ritirato, ed è molto più sensibile ! E’ possibile che la silodosina in questo dosaggio massimo, procuri danni solo al testicolo sinistro un pò retratto ? Ovviamente ho anche eiaculazione retrograda e scarsa erezione: ma considerata la mia età anziana, l’urologo dice che è il minore dei mali. Ma il testicolo è diventato sensibilissimo al tatto e questo mi da fastidio !

 

Testicolo ipotrofico, maggior rischio di tumori?

Richiesta di Consulto Medico

“Salve dottore, le chiedo questo consulto, Sono un giovane di 24 anni. All’età di 4-5 anni sono stato operato al testicolo Dx a causa del criptorchidismo; già allora, dopo l’operazione, era stato rilevato che il testicolo era rimasto lievemente ipotrofico. Ho effettuato l’ultimo controllo all’età di 11 anni e poi non l’ho più fatto controllare, ma posso confermare che anche dopo lo sviluppo il testicolo Dx è rimasto decisamente più piccolo rispetto al Sx. Quanto è bene che tenga monitorato il testicolo ipotrofico? Attualmente non mi dà particolari dolori o fastidi, ma ho letto che potrebbe essere più soggetto a tumori, è vero? Grazie”

Infertilità maschile: molte le cause ma quasi tutte curabili

La concentrazione degli sperma­tozoi è in diminuzione. Il preoc­cupante allarme viene dal congresso della British Fertility Society, che si è svolto a Liverpool. Lo studio, presentato dal centro per la fertilità di Abardeen, ha analizzato 16 mila campioni di sperma prelevati a 7500 uomini dall’89 al 2002. Alla fi­ne del periodo il conteggio della concentrazìone media degli spermatozoi è passato da 87 a 62 milioni, con un calo del 29.6%. Risultati analoghi, nel ’66 erano stati osservati in 4851 soggetti dalla Scuola di Andrologiia pisana, diretta dal professor Fabrizio Meschini Fabris dopo un’osservazio­ne quasi ventennale.

Il primo e più importante imputa­to della lenta ma progressiva riduzio­ne degli spermatozoi è l’inquinamen­to ambientale derivante dal traffico veicolare ma anche dall’utilizzo di pe­sticidi ed estrogeni in agricoltura e zootecnia. Queste sostanze, è ampia­mente dimostrato, sono dannose per la spermatogenesi e per la qualità de­gli spermatozoi. Inoltre, ad accresce­re ulteriormente il rischio di infertilità maschile ci sono dei dati presentati recentemente al congresso degli an­drologi italiani: il 60% dei maschi non fa prevenzione andrologica e quasi il 50% è diffidente nel richiedere una visita anche quando, nell’ambito del­l’infertilità di coppia, è il maschio ad avere problemi.

Un atteggiamento incomprensibile se si pensa che, ad og­gi, l’infertilità maschile, in circa il 70%, dei casi, è risolvibile chirurgica­mente e/o con terapie mediche. Le cause più frequenti sono rappresen­tate dal varicocele, dalle infezioni di testicoli, vie seminali e prostata, dal testicolo mobile, dalle ostruzioni del­le vie seminali, dal criptorchidismo e dalle cause genetiche ed endocrine.