Vagina, come mantenerla giovane

Si parla molto poco della vagina e di un suo potenziale ringiovanimento, come se fosse un tabù. Ed è un peccato, dato che possiamo prenderci cura di questa parte del corpo delle donne, mantenendola giovane.

Sifilide, il problema dei farmaci introvabili

La sifilide, causata dal treponema pallidum,  è una della malattie sessualmente trasmissibili più pericolose se non curate.  Se non trattata, quasi sempre porta ad una mortalità quasi scontata.  Come è la situazione qui in Italia? Purtroppo vi è allarme. Non tanto per il numero di malati, in netto contrasto rispetto ai numeri molto alti riscontrabili in altri paesi, ma per la mancanza di medicinale e per il costo altissimo della terapia necessaria alla guarigione.

Sesso sicuro in vacanza: nuova iniziativa della Sigo

Un “passaporto dell’amore sicuro”. Potranno ottenerlo i ragazzi italiani che parteciperanno all’ ultima iniziativa educazionale  della Sigo (Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia), rivolta ai giovanissimi. Sono già tutti pronti per le vacanze, che sappiamo essere il luogo ed il tempo delle grandi emozioni, delle storie d’amore e soprattutto della “prima volta”…o comunque di rapporti sessuali non protetti!

L’associazione ha presentato oggi a Roma, col patrocinio del Ministero della Gioventù, la campagna nazionale per i giovani in viaggio: “Per una vacanza senza rischi segui i consigli sul sesso sicuro”.

Da Vinci, il robot chirurgo

Si chiama Da Vinci ed è un robot chirurgo molto apprezzato. Approvato dalla FDA (Food and Drug Administration) americana già nel 2000, opera in tutto il mondo. Nonostante il nome, che vuole essere un vero omaggio al genio di Leonardo, Da Vinci è una creatura prodotta in america ed è quanto di meglio la tecnologia possa offrire in chirurgia laparoscopica:

uno schermo Hd con immagini tridimensionali, una suturatrice digitale, ma soprattutto quattro braccia meccaniche ed una consolle che permette al chirurgo vero e proprio di lavorare lontano dal tavolo operatorio, manovrando il robot attraverso un prezioso joystick. I vantaggi di questa tecnica che manderà a breve in pensione la laparoscopia (di cui comunque può dirsi figlia) sono molti:  prendiamo ad esempio l’intervento di asportazione di un tumore alla prostata.

La chirurgia al seno e il ddl del governo

Britney Spears aveva 17 anni quando si è sottoposta all’intervento per aumentare il seno. Le soubrette Aida Yespica e ßelen Rodriguez appena due in più. Mentre la concorrente che tanto ha avuto successo nella scorsa edizione del Grande fratello, Cristina Del Basso, ha confessato, di averne appena compiuti 18 quando è passata dalla sua quarta misura alla sesta. Il mondo dello spet­tacolo è pieno di donne che si sono ri­fatte il seno da giovanissime, ma anche fra le “non famose” ogni anno cresce la domanda per gli interventi di masto­plastica additiva prima dei 18 anni.

Secondo una recente indagine Swg per il Ministero della Salute su un campione di donne italiane fra i  16 e i 45 anni, il 36%, delle minorenni ha dichiarato di non piacersi fisicamente e il 14% delle ragazze tra i 16 e i 17 anni vorrebbe sottoporsi ad una mastoplastica per au­mentare il seno. E’, proprio questo l’intervento che, più degli altri, costituisce l’oggetto del desiderio delle donne italiane più o meno giovani, per moti­vazioni a quanto pare più psicologiche che estetiche, visto che il 49% delle in­tervistate ha ammesso che un seno prosperoso aumenta l’autostima e mi­gliora la consapevolezza di sé.

Salute, il ruolo della prevenzione

E’ comparso uno strano neo sul vostro braccio, per un attimo vi ha creato perplessità, poi siete andati al lavoro. Avete mal di testa ricorrenti, ma siete sicuri sia colpa del tempo. Avete difficoltà nei rapporti sessuali, ma vi imbarazza parlarne con qualcuno. Non avete mai fatto una visita senologica o un pap test? Sì è vero, sono cose importanti e lo sapete, per questo la prossima volta dal ginecologo affronterete l’argomento. Già, la prossima volta, poi lo farò, andrò a farmi visitare.

Il concetto del poi va forse rivisto. I bambini non hanno idea di cosa significhino le parole adesso, domani e poi. Ma gli adulti sì e non abbiamo scuse se evitiamo di prenderci cura di noi, perché sappiamo che quel poi, coinciderà con il quando non se ne può fare più a meno. Il problema è che siamo sempre di corsa e, seppure siamo così bravi da non farci mancare la palestra tre volte a settimana, siamo invece lì a trascurare aspetti fondamentali della nostra vita, ovvero i segnali che ci da il nostro corpo.

Igiene del neonato, il pisellino non si tocca

E’ appena nato e tutti, nonne in testa, sono pronti a dare consigli. Se è maschio ce ne è uno in più: abbassare la pelle del pisellino per aprirlo, altrimenti se rimane chiuso bisogna operare! Altro motivo di ansia per la neomamma: come eseguire questa manovra senza fare male al neonato? Niente paura, perchè almeno questa volta, le nonne sbagliano: è vietato toccare! La pediatria moderna ci spiega: il prepuzio è la pelle che ricopre il glande, (ovvero la punta del pene) e nel neonato è molto stretto e lungo. Permette semplicemente la fuoriuscita della pipì ed evita al glande di scoprirsi. La natura non lascia nulla al caso, quindi perchè qui dovrebbe essersi sbagliata ?

A Marzo, Fertility Day Check Up a Roma

Avere un figlio è il sogno di ogni donna ed anche di ogni coppia, che, ad un certo punto della propria vita, desidera mettere al mondo un bambino. Un’emozione a cui, però, molti sono costretti a rinunciare per colpa dell’infertilità, un problema molto diffuso, più di quanto si creda e che, secondo le stime della OMS, riguarderebbe almeno una coppia ogni cinque. Oltre a problemi ormonali e dell’organismo, l’incapacità di concepire è collegata anche ad altri fattori come stress, inquinamento e la conduzione di uno stile di vita poco corretto.

Proprio per questo motivo i numeri dell’infertilità sono tenuti ad aumentare, ma per fortuna si può agire in tempo con visite preventive per evitare l’insorgere di questo problema. Con questo scopo, infatti, il Centro di Medicina della Riproduzione dell’European Hospital di Roma ha organizzato giornate denominate “Fertility Day Check Up” previste per il 6 ed il 27 Marzo.

Punto G, forse non esiste!

L’esistenza del punto G, ovvero la zona erogena femminile per eccellenza (situata sulla mucosa della parte anteriore della vagi­na a circa tre centimetri dal suo ingresso è a ridosso della parte posteriore dell’uretra) fu certificata nel febbraio del 2008, dal prof. Emmanuele Jannini che lo fotografò con un’ecografia transvaginale. Ecco perché fa notizia, og­gi, uno studio pubblicato sul journal of Sexual Medi­cine dal team del King’s College di Londra che con­sidera il  punto G «un’mmaginazìone delle donne, incoraggiata dai terapisti sessuali».

Il nemico del punto G è Tim Spector, co-autore  dello studio che ha intervistato 1800 gemelle ri­levando che le monozigote (e eterozigote) non sono si­mili per quanto concerne il fatidico punto esogeno.

«Se in una gemella questo punto esiste – è alla base del­lo studio – esisterà allo stes­so modo in sua sorella, identica e con lo stesso pa­trimonio genetico».

Ma questo, afferma Spector, non è emerso. Ecco, il pun­to G è una bufala.

«Glielo avevo detto a Tim Spector che il metodo da lui utilizzato non era adatto. Ma è andato avanti lo stesso, credo sostanzial­mente per farsi pubblicità»

Da oggi anche l’HPV DNA, oltre il pap test

Un nuovo strumento per accertare con sempre più efficacia la presenza del Papilloma virus è il test HPV DNA, che permette di individuare anoma­lie cellulari del collo dell’utero con grande anticipo rispetto al Pap test ed è raccomandato a tutte le donne al di sopra dei trent’anni. Per verificarne l’efficacia è stato condotto anche uno studio ap­profondito su centomila donne italiane tra i venticinque e i ses­santacinque anni, presentato du­rante l’ultimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Gi­necologia e Ostetricia (SILO).

 Il test HPV DNA rappresenta un’importante innovazione a disposizione di tutte le donne. Permette di rilevare la presenza di 13 tipi di Papilloma virus ad alto rischio prima che abbiano provocato le anomalie cellulari individuabili dal Pap test. Questo consente uno screening più efficace e una diagnosi anticipata. Sapere che il virus è presente porta il ginecologo a monitorare con la massima attenzione e con tutti gli strumenti a sua disposizione il collo dell’utero e, se necessario, ad intervenire pre­cocemente.

Come il Pap test, anche il test HPV si esegue con un sempli­ce prelievo di cellule dal collo dell’utero. Per la donna non c’e alcuna differenza. Cambia però il modo in cui il campione viene analizzato. Nel Pap test, un tec­nico di laboratorio esperto os­serva al microscopio il campio­ne di cellule cervicali per ac­certare se presentino anomalie o lesioni che suggeriscano la presenza di una patologia. Per effettuare il test HPV DNA, in­vece. il campione viene conservato in un liquido e analizza­to con la tecnologia molecolare 1-1C2 (Hybrid Capture 2), che si basa sull’amplificazione del segnale per il rilevamento del dna e per­mette di individuare appunto fino a 13 tipi di HPV.

Chemioterapia e ovaie: salvare la funzione riproduttiva nelle donne con il cancro

Una strategia che riesca a proteggere le ovaie delle donne sottoposte a chemioterapia. È l’intento di uno studio condotto da Stefania Gonfloni e dai colleghi biologi e medici dell’Università degli Studi Tor Vergata di Roma. Chemioterapia e radioterapia, le armi più comunemente usate per sconfiggere il cancro, prevedono l’impiego di agenti chimici e fisici in grado di indurre lesioni nel DNA. Queste lesioni provocano l’attivazione di TAp63, un particolare gene “sentinella” che ha la funzione di impedire che errori nel codice genetico possano trasmettersi alla generazione successiva.

A questo scopo, TAp63 induce le cellule lesionate al  suicidio. Oltre alle cellule cancerogene trasformate, però, i trattamenti aggressivi della chemioterapia possono colpire anche cellule sane, provocando conseguenze indesiderate. Come nel caso delle cellule uovo, contenute nelle ovaie. La loro riduzione di numero a causa della terapia è uno degli effetti collaterali con maggiore impatto sulla qualità della vita delle donne che hanno sconfitto il cancro.

Il gruppo di Stefania Gonfloni ha individuato il meccanismo di attivazione di questo sistema di sicurezza. Il protagonista è c-Abl, un altro gene, in grado di trasformare TAp63 da semplice sentinella a vero e proprio “kamikaze cellulare“. Possiamo immaginare che funzioni come un semaforo: quando è verde, TAp63 non si attiva e non ci sono problemi per la cellula, mentre se è rosso, TAp63 ne provoca la morte. Ai ricercatori romani è venuto in mente di provare a utilizzare un inibitone specifico di c-Abl, l’irnatinib, un farmaco già utilizzato in alcuni casi di leucemia, e vedere cosa sarebbe successo. È come se il semaforo diventasse giallo, aprendo di fronte alla cellula due possibili strade.

Ru486 e cytotec: facciamo il punto della situazione

“Off label”, almeno in Italia, è l’uso del Cytotec per scopi di­versi da quelli denunciati dall’azienda che lo produce, in origine la Searle, poi inglobata nella Pfizer. Clandestino è l’aborto che può indurre, clandestine sono spesso le donne che vi fanno ricorso, lo dicono alcuni gine­cologi che lavorano nei Pronto soccor­so degli ospedali o gli addetti ai lavori dei centri di aiuto agli immigrati. Dal 19 novembre, tra inchieste parlamen­tari, lungaggini burocratiche e mille polemiche, è legale in Italia l’aborto farmacologico con la pillola Ru486 : ma la vita reale è corsa più veloce.

Andiamo con ordine. Il Cytotec è un medicinale a base di misoprostolo, una prostaglandina che ha ottime pro­prietà terapeutiche contro l’ulcera, ma che è molto utilizzata in tutto il mondo per indurre l’aborto farmacologico (da sola o per potenziare l’effetto della Ru486) o le contrazioni del parto. Chiarisce la dottoressa Silvana Agatone dell’ospedale Pertini di Roma

“Peccato che, di tutte queste indicazioni, sul bugiardino italiano non vi sia traccia. L’azienda produttrice non ne mai fatto richiesta, evidentemente vuo­le restare fuori da ogni implicazione politica. Da noi viene impiegato molto in ginecologia, ma si tratta di un uso im­proprio, per il quale potremmo anche essere denunciati.”