Expo 2015, il piano di emergenza medica e sanitaria

Ci siamo. Al Via l’Expo 2015 di Milano l’Esposizione Universale sull’alimentazione e la nutrizione dal titolo “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”; un’esperienza globale dal quale l’Italia potrà uscirne vincitrice, come eccellenza organizzativa. Forse. Diciamo che finora le cose non sono filate troppo lisce, ma il vero banco di prova si avrà a partire da ora. Ciò che mi preoccupa di più è sul come l’emergenza sanitaria sarà gestita. 20 milioni di visitatori previsti in 6 mesi, con picchi di 250.000 persone nei giorni di massima affluenza, in un’area di circa 110 ettari a Nord di Milano. Cosa accade se in un metro quadrato dell’Expo 2015, un visitatore ha un malore? Un infarto? Cade e si frattura una gamba? Senza dimenticare che la manifestazione è uno dei luoghi a più alto rischio terroristico d’Italia. Mi vengono i brividi solo a pensarci.

Morosini, altra morte in campo: i controlli medici sono efficaci?

Uno strano sabato questo. Piermario Morosini, centrocampista del Livorno, un professionista dello sport, durante la partita di serie B disputata contro il Pescara si è accasciato a terra ed è morto sul campo. Una tragedia che lascia tutti sotto choc e per dovuto rispetto il mondo del calcio si è fermato. Una pausa che deve essere anche riflessione. Senza polemica, viene spontaneo domandarsi, come è possibile? Questa tragedia poteva essere evitata? I controlli medici a cui questi sportivi vengono sottoposti sono effettivamente efficaci?

Via libera ai defibrillatori nei cinema, nei parchi e nelle discoteche

Via libera ai defibrillatori semiautomatici esterni sul territorio: nei parchi, nelle farmacie, nei grandi magazzini, nei cinema, ma anche nelle discoteche. Il decreto, firmato dal ministero della Salute, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, di concerto con quello del’Economia, e stabilisce i criteri e le modalità di diffusione riguardo l’utilizzo dei defibrillatori in ambito extraospedaliero.

Inghilterra: primo essere umano infettato da un virus informatico

I dispositivi impiantabili, come ad esempio i pacemaker, defibrillatori e gli impianti cocleari, stanno diventando vulnerabili all’infezione dei virus informatici, avverte un ricercatore inglese. Per dimostrare la sua teoria, Mark Gasson, uno scienziato dell’Università di Reading della Scuola di Ingegneria dei Sistemi, ha deciso di fare di sé stesso il “paziente zero”.

Gasson ha ammesso di essere la prima persona al mondo ad essere infettata da un virus informatico, dopo aver “contaminato” con un alto livello di identificazione in radiofrequenza (RFID) un chip per computer che si era impiantato nella mano sinistra.

Il punto, afferma Gasson, è stato quello di richiamare l’attenzione sui rischi connessi con l’utilizzo di tecnologie sempre più sofisticate nei dispositivi medici impiantabili.

Pacemaker, rischio interferenza da cuffiette Ipod

I pacemaker rischierebbero interferenze da parte delle comunissime e sempre più utilizzate cuffiette degli apparecchi per la riproduzione musicale Ipod.
E’ l’allarme lanciato da una recente ricerca condotta dal direttore del Medical Device Safety Institute presso il Beth Israel Medical Center di Boston, William Maisel, i cui risultati sono stati esposti nel corso di svolgimento delle Sessioni Scientifiche della American Heart Association a New Orleans.

I pacemaker, dispositivi elettrici in grado di stimolare la contrazione del cuore, hanno migliorato, sin dalla loro comparsa nel campo medico, il tenore di vita dei cardiopatici, garantendo il mantenimento delle normali funzioni vitali alle migliaia di pazienti con difficoltà nella gestione della regolare pulsazione del miocardio da parte del tessuto di conduzione cardiaca.