Covid-19: il problema del calo dei posti in UTIC

Quando si parla di Covid-19 si parla spesso di numero di contagi, vaccini ma si dimentica di parlare di come, per via della necessità di trovare posti letto per i malati più o meno gravi, si rischia di non avere abbastanza posti in terapia intensiva per curare altri pazienti, magari necessitanti di supporto per via di malattie cardiovascolari.

Sale, meno di 5 grammi al giorno proteggono il cuore

Mai abbassare la guardia sul consumo di sale: il quantitativo  giornaliero di sale che potremmo consumare per non creare rischi al cuore e alle arterie è pari a cinque grammi, praticamente cucchiaino da caffè come suggeriscono le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I cinque grammi dovrebbero essere la somma fra il sale degli alimenti e quelli aggiunti: il consumo eccessivo di sale determina forti rischi a livello cardiovascolare e l’Oms punta a far scendere sotto i cinque grammi al giorno il consumo di sale. 

Crepacuore, cause nel cervello?

Le cause del crepacuore potrebbero essere legate al cervello e non al cuore, come invece sarebbe facilmente intuibile. Ad affermarlo è un gruppo di neuroscienziati e cardiologi svizzeri che hanno pubblicato i risultati dello studio sull’European Heart Journal.

Infarto donne, prevenibile nell’80% dei casi

L’infarto nelle donne potrebbe essere prevenuto nell’80% dei casi. Lo afferma Ciro Indolfi, presidente della Società Italiana di Cardiologia (Sic), nell’annunciare l’edizione 2019 della campagna di informazione Vivi con il Cuore per riconoscere e prevenire l’infarto nella donna.

Ictus, i primi segnali da non sottovalutare

L’ictus è una delle patologie cardiache più frequenti, basti pensare che solo in Italia colpisce 200.000 persone ogni anno. L’individuazione dei primi segnali può spesso fare la differenza per una diagnosi precoce che, in molti casi, può salvare la vita. Quali sono i primi sintomi da non sottovalutare?

Problemi cuore, farmaci da banco contro raffreddore pericolosi?

I farmaci da banco contro il raffreddore sono pericolosi per coloro che soffrono di problemi di cuore? Sì, e a ricordarlo è la American Heart Association con un comunicato sul proprio sito attraverso il quale sconsiglia vivamente di curare l’influenza con medicinali acquistati in farmacia senza il parere del medico.

Sport: il decalogo dei cardiologi per evitare guai ed ottimizzare i benefici

Fare sport fa bene alla salute del cuore, ma non solo. L’attività motoria rientra nello stile di vita adeguato a prevenire la maggioranza delle patologie (anche il tumore), come afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tuttavia, per le persone che hanno subito un infarto o sanno di avere un rischio in tal senso, fare sport può diventare motivo di ansia. Ne consegue una sedentarietà assoluta con un conseguente peggioramento delle proprie condizioni di salute. I cardiologi  della SIC- Società Italiana di Cardiologia- (riuniti in Congresso a Roma la scorsa settimana) hanno ribadito l’importanza dell’esercizio fisico per i malati di cuore, sottolineando però come questo vada fatto con le giuste cautele e senza eccedere. Per tale motivo hanno stilato un vero e proprio decalogo, con le raccomandazioni (per tutti) di cosa fare e non prima, durante e dopo l’attività sportiva.

 

Un App per fare sport dedicata ai malati di cuore

Chi soffre di cuore può fare sport? Quanto e quale tipo? Le malattie cardiovascolari rappresentano in assoluto la prima causa di morte nella popolazione mondiale. L’esercizio fisico può e DEVE essere fatto sempre, per prevenire ed evitare peggioramenti. Lo sport per i pazienti cardiovascolari deve essere considerato come un farmaco, da assumere per stare meglio, come terapia costante. Tuttavia come tutti i medicinali va “preso” con le dovute cautele, ovvero al corretto dosaggio, diverso per ogni persona, patologia e storia clinica. La conferma di ciò ed i consigli al riguardo, arrivano dall’ultimo congresso della SIC (Società Italiana di Cardiologia) che si è tenuto a Roma nei giorni scorsi.

Con il freddo aumenta il rischio d’infarto

Con il freddo aumenta il rischio d’infarto! Il campanello d’allarme arriva dal 79° congresso della Società Italiana di Cardiologia (SIC), apertosi a Roma in queste ore. Vediamo nel dettaglio come e perché le temperature basse sono un pericolo per la salute cardiovascolare e soprattutto per chi.