Mangiare placenta dopo parto, 5 falsi miti e cose da sapere

Mangiare la placenta dopo il parto fa bene? La moda, partita dagli Stati Uniti, è arrivata anche in Italia, tramandata da alcune Vip di casa nostra, tra tutte Claudia Galanti. Scopriamo 5 falsi miti e cose da sapere su quello che molti considerano un gesto particolarmente disgustosoma che ha preso piede negli ultimi tempi tra le donne che mettono al mondo bambini.

Depressione post partum, in Italia colpisce 90mila donne

Le istituzioni prendono finalmente sul serio la depressione post partum, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio e del Ministero della Salute a favore dell’iniziativa dell’O.N.Da, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, denominata A smile for Moms, Un sorriso per le mamme.

Mamme che dovrebbero poter godere della gioia di un momento così bello come la maternità, ma il cui viso è oscurato spesso da un’ombra. Il buio della depressione post partum, stando ai dati diffusi dall’O.N.Da, avvolge ben 90mila donne italiane, ma solo il 50% dei casi viene diagnosticato e curato.

Anoressia nervosa: tanti disturbi associati ma la speranza di guarire è forte

Lo studio è stato avviato nel 1985 su un totale di 51 adolescenti con anoressia nervosa. Essi furono studiati insieme ad un altrettanto ampio gruppo di persone sane. I due gruppi sono stati osservati e confrontati più volte nel corso degli anni in cui sono stati monitorati, sino ad oggi.

Questo studio è unico in una prospettiva internazionale. E’ l’unico studio al mondo che riflette il naturale corso dell’anoressia nervosa nella popolazione.

Queste le parole dell’autore dello studio Elisabet Wentz, professore associato di Psichiatria Infantile e adolescenza presso l’Accademia Sahlgrenska. Il gruppo di ricerca ha pubblicato i risultati del nuovo studio su due riviste scientifiche: British Journal of Psychiatry e l’International Journal of Eating Disorders.

Tra le 51 persone analizzate, solo tre donne non erano ancora guarite dall’anoressia 18 anni dopo l’inizio dello studio. Tredici persone, ovvero circa il 25%, sono in invalidità o sono state ricoverate per più di sei mesi a causa di un disordine alimentare o di un altro disturbo psichiatrico; il 39% ha avuto almeno un altro disturbo psichiatrico, in aggiunta ai disturbi alimentari. Il più comune di questi è il disordine ossessivo compulsivo.