Anoressia: la scoliosi riduce il rischio

La scoliosi riduce il rischio delle adolescenti di incappare in anoressia e bulimia. Detta così la questione sembra strana, perché i non addetti ai lavori di certo non sanno che esiste una connessione tra la scoliosi idiopatica ed i disturbi del comportamento alimentare. Anzi, la letteratura scientifica ha finora sottolineato come le giovani ragazze affette da questa patologia della colonna vertebrale avessero un rischio maggiore rispetto alla media di incappare in anoressia e bulimia. Ora una nuova ricerca italiana inverte i fattori ed i risultati:   adolescenti scoliotici non sono necessariamente destinati a soffrire di disordini alimentari, anzi in alcuni casi la terapia per la scoliosi in un ambiente ricco di motivazioni, può addirittura rivelarsi l’arma vincente per prevenirli.

Facebook e disordini alimentari, trovato collegamento

Gli hanno affibiato praticamente ogni sventura: liti matrimoniali, insonnia, amicizie pericolose, sesso tra adolescenti e persino l’asma. Ora al social network più famoso del mondo viene scaricata un’altra responsabilità, quella dei disordini alimentari.

Più tempo le adolescenti trascorrono davanti a Facebook, più aumentano le possibilità di sviluppare una immagine negativa del corpo che può sfociare in vari disturbi alimentari come anoressia, bulimia e dieta esagerata. A dimostrarlo è un nuovo studio dell’Università di Haifa, in Israele.

Disordini alimentari adolescenti, il ruolo della televisione forte anche se l’esposizione è indiretta

Se pensate che sia sufficiente spegnere la televisione o razionarla a vostra figlia durante l’adolescenza, per impedire che i modelli deviati della scatola parlante influiscano sulla percezione del suo corpo, un recente studio ci mette in guardia da un rischio che sembrerebbe ancora maggiore della tv attiva, ovvero l’influenza passiva della scatola parlante.

I ricercatori dell’Harvard Medical School’s Department of Global Health and Social Medicine hanno infatti dimostrato quanto sia forte sulle ragazze l’influenza sull’immagine che si ha del proprio corpo derivante dall’esposizione mediatica indiretta.  Dove con indiretta si indica la frequentazione di amici e/o compagni di scuola che guardano molta tv.

L’ anoressia si può sconfiggere: nuova campagna dell’Aba

L’anoressia e la bulimia si possono sconfiggere: è di questo che parla il sorriso di Giulia, la ragazza che vedete nelle foto, testimonial di una campagna di sensibilizzazione. L’anoressia è considerata ancora una malattia silenziosa che si insinua nell’animo di adolescenti fragili. Un’immagine costante, ma che sta cambiando giorno dopo giorno. Lo confermano i dati diffusi a Milano in occasione della presentazione della nuova campagna di informazione promossa dall’Aba (l’Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia, l’obesità e i disordini alimentari) per celebrare i suoi 20 anni di attività e di cui fa parte la foto di Giulia.

Il 5 % della popolazione italiana infatti soffre di disturbi del comportamento alimentare: circa 3 milioni di persone in tutto. La fascia d’età più colpita è quella tra i 12 ed i 25 anni, ma non sono pochi i casi in età pediatrica ed oltre i 40 anni. A questo proposito, si registra da qualche tempo un preoccupante trend in aumento. Lo stesso vale per i ragazzi, la popolazione maschile che nell’immaginario comune sembra essere ancora distante dalle realtà dell’anoressia e  della bulimia. Niente di più sbagliato. Semplicemente soffrono in silenzio, con difficoltà chiedono aiuto.

Monica Seles: “ho sconfitto la bulimia”

Famosa per aver vinto di tutto nel suo sport, il tennis, ma soprattutto per il famoso accoltellamento da parte di un tifoso durante una partita contro Steffi Graf, Monica Seles è riuscita a vincere la battaglia più difficile della sua vita, la bulimia.

La confessione avviene nella sua autobiografia, in uscita in questi giorni, che s’intitola “Getting a Grip: On my Body, My Mind, Myself“, ancora non uscito in Italia, in cui racconta le tante battaglie sul campo e dal dietologo. Il suo problema era che non riusciva a fermarsi con il mangiare. Nonostante fosse seguita continumanete da medici, nutrizionisti, preparatori atletici ed allenatori, il suo bisogno impellente di mangiare non le dava pace, tanto da costringerla a volte a recarsi nei supermercati aperti 24 ore su 24 durante la notte per rimpinzarsi di qualsiasi cosa di commestibile trovava sotto mano.

La Seles racconta che, nonostante questi disordini alimentari, riuscì a vincere ugualmente i 9 Grandi Slam grazie alla forza di volontà. Se all’inizio della carriera questo genere di problema era solo lieve, dopo l’episodio del ’93, quando il tifoso della Graf la accoltellò durante la partita, i disordini si aggravarono notevolmente. Non potendosi allenare per qualche tempo e perdendo molta della fiducia in sè, convinta di non poter mai più tornare a giocare, si rifugiò nel cibo, e così cominciò un’altalena con la bilancia, prendendo e perdendo peso in continuazione.