Anoressia e bulimia: in Toscana il primo residence della terapia e riabilitazione

Un nuovo approccio per curare i disturbi del comportamento alimentare in un ambiente più familiare dove anche i parenti stretti potranno seguire le cure e il percorso verso la guarigione. Questo, in poche parole, il progetto del Paim  Cooperativa Sociale che entro la fine  del 2011 aprirà in Toscana il primo centro residenziale specializzato nella cura dei disturbi alimentari come anoressia e bulimia.

Anoressia, tornano le sentinelle della salute in passerella

Mercoledì prossimo, in occasione dello start della Settimana della moda a Milano (23 febbraio-1 marzo), in passerella tornano le sentinelle della salute. Per combattere l’anoressia nel mondo della moda, scendono in campo nove ragazze famose coordinate dall’attrice Dalida Di Lazzaro, che osserveranno le modelle per segnalare quelle misure troppo strette che segnalano una magrezza patologica.

L’attività di monitoraggio verrà riferita all’assessore alla salute del Comune, Giampaolo Landi di Chiavenna, che farà a sua volta rapporto al presidente della Camera della moda, Mario Boselli. L’iniziativa è alla seconda edizione, lo scorso anno vennero segnalati sei casi di magrezza sospetta. Quest’anno le segnalazioni verranno effettuate da Scilla Ruffo di Calabria, Carolina Salvati, Barbara Insom, Isabella Gaetani d’Aragona, Rossana Ciccarone, Laura Lombardi, Nathalie Dompé, Gioia Bini e Maria Lucia Caspani.

Anoressia: Isabelle Caro è morta

E’ morta da più di un mese Isabelle Caro, la modella e attrice francese divenuta simbolo della lotta contro l’anoressia grazie ad una contestatissima campagna firmata da Oliviero Toscani. Era il 2007, pesava 31 chili per un metro e sessantaquattro centimetri:  nuda, praticamente pelle ed ossa come la vedete anche ora nella foto. In evidenza tutta la malattia, compresa la psoriasi sopraggiunta a causa della debilitazione fisica: fragile, ma forte, coraggiosa, nell’esporre così il suo corpo devastato, per raccontare, con un pugno nello stomaco tutta la verità sull’anoressia. Se ne è andata il 17 Novembre scorso a causa di una polmonite, anche questa dovuta probabilmente alle sue precarie condizioni di salute, in un ospedale di Tokyo, ma sul suo decesso, dopo 15 giorni di ricovero, era stato mantenuto il più stretto riserbo.  Ieri poi la notizia è stata diffusa dal sito del quotidiano svizzero 20 minutes cui è seguita la conferma del settimanale francese Paris Match.

Disordini alimentari raddoppiati in meno di un decennio

Il numero di bambini con meno di 12 anni che entrano in ospedale per disturbi alimentari è cresciuto del 119% tra il 1999 e il 2006, secondo un nuovo rapporto che suggerisce che i disordini alimentari per questa fascia di età sono in aumento.

Infatti, la relazione rivela disturbi del comportamento alimentare che rappresentano oggi più del 4% di tutti i ricoveri ospedalieri nell’infanzia. Il nuovo rapporto riassume i dati di 200 studi recenti su questa problematica. Pubblicato dall’American Academy of Pediatrics, prende spunto dai riscontri dei pediatri che monitorano i disturbi alimentari durante le visite annuali o quelle con finalità di attività sportiva.

Anoressia: la testimonianza di chi ne ha sofferto

L’anoressia e la bulimia, due facce della stessa medaglia raccontate da una donna che le ha conosciute da vicino: Chiara. Ha 43 anni, la mia età e ci siamo conosciute casualmente durante una cena con una fetta di torta in mano. Ha una costituzione robusta, un’ossatura grossa, ma non mi sembra sovrappeso. Sorridendo, ha iniziato subito a raccontarmi la sua storia.

“Una volta, finita questa fetta di dolce sarei corsa in bagno a vomitare. Ero poco più di una bambina e sono stata fortunata ad invertire la rotta”.

La mia curiosità è stimolata, del resto, lei ha voglia di darmi la sua testimonianza.

L’ anoressia si può sconfiggere: nuova campagna dell’Aba

L’anoressia e la bulimia si possono sconfiggere: è di questo che parla il sorriso di Giulia, la ragazza che vedete nelle foto, testimonial di una campagna di sensibilizzazione. L’anoressia è considerata ancora una malattia silenziosa che si insinua nell’animo di adolescenti fragili. Un’immagine costante, ma che sta cambiando giorno dopo giorno. Lo confermano i dati diffusi a Milano in occasione della presentazione della nuova campagna di informazione promossa dall’Aba (l’Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia, l’obesità e i disordini alimentari) per celebrare i suoi 20 anni di attività e di cui fa parte la foto di Giulia.

Il 5 % della popolazione italiana infatti soffre di disturbi del comportamento alimentare: circa 3 milioni di persone in tutto. La fascia d’età più colpita è quella tra i 12 ed i 25 anni, ma non sono pochi i casi in età pediatrica ed oltre i 40 anni. A questo proposito, si registra da qualche tempo un preoccupante trend in aumento. Lo stesso vale per i ragazzi, la popolazione maschile che nell’immaginario comune sembra essere ancora distante dalle realtà dell’anoressia e  della bulimia. Niente di più sbagliato. Semplicemente soffrono in silenzio, con difficoltà chiedono aiuto.

Obesità, bulimia e depressione, muore la donna più grassa d’Inghilterra

 

Obesità e bulimia l’hanno condotta lentamente alla morte. E’ una storia che lascia l’amaro in bocca, quella di Sharon Mevsimler, meglio conosciuta come la donna più grassa d’Inghilterra. Non mi piace però questa definizione. Preferisco definirla come la madre di 4 figli che a 40 anni è arrivata a pesare 285 chili a causa della sua malattia: la bulimia

Era ricoverata in un ospedale a Chelmsford, nell’Essex, già da qualche tempo, da quando le sue condizioni di salute erano peggiorate ed era stato necessario stabilire per lei una dieta dimagrante rigorosissima. Ma qualcosa turbava la donna. In un’intervista televisiva poco tempo fa, Sharon aveva fatto una drammatica denuncia sulle sue condizioni:

“Mi lasciano morire perché sono obesa e nessuno ha simpatia per quelli come me. Se fossi stata anoressica avrei ricevuto le cure adeguate.”

Anoressia e Bulimia: il rischio viene dal web

Sono 180 i siti internet dedicati all’anoressia e alla bulimia presi in considerazione da uno studio appena pubblicato sull’American Journal of Public Health. Dunque una ricerca molto ampia, quella condotta dall’equipe di Rebecka Peebles della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, che lancia un nuovo allarme.

Il 24% di questi siti è pericoloso. Incita drammaticamente i visitatori adolescenti o comunque giovanissimi ai disturbi del comportamento alimentare. In particolare il 64% stimolerebbe ad atteggiamenti bulimici ed addirittura l’84% all’anoressia. Come? Spiegando quali sono le marche dei migliori lassativi e diuretici, ad esempio!

Visnoressia: l’anoressia maschile è sempre più diffusa

L’anoressia e la bulimia vengono spesso additate come malattie prettamente femminili. Ma, seppur in minima parte, riguardano anche gli uomini. Secondo gli esperti infatti su 10 casi di anoressia, almeno uno riguarda un uomo, mentre la media è di uno su 20 per quanto riguarda la bulimia.

Spesso si finisce con il semplificare troppo la situazione, indicando nell’uomo anoressico (che per la scienza viene definito visnoressico) come gay, perché ha delle tendenze piuttosto femminili. Secondo il professore Giovanni Spera, ordinario di medicina interna dell’Università la Sapienza e membro del consiglio direttivo della società italiana per i disturbi alimentari invece, non si può pensare che queste persone abbiano questi problemi solo perché gay, ma possono essere semplicemente degli etero più sensibili e più fragili di altri.

Una nuova malattia mette a rischio i culturisti: l’anoressia nervosa inversa

Avere un bel fisico che si avvicini il più possibile alla perfezione è il sogno di tutti. Ma mentre la maggior parte delle persone si iscrive in palestra solo per stare in forma, per alcuni muscoli e attrezzi diventano talmente un’ossessione da metterli in pericolo.

Quei culturisti che diventano ossessionati dalla grandezza dei loro muscoli, possono soffrire di un disturbo chiamato dismorfismo muscolare o “anoressia nervosa inversa”. Come le persone anoressiche che non riescono a vedere la loro magrezza estrema e pericolosa come qualcosa di diverso di bellezza; il disformismo muscolare, a volte indicato come vigoressia, vede uno sviluppo esagerato della massa muscolare con lo stesso meccanismo psicologico.

In uno studio effettuato presso il Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Stellenbosch, i ricercatori hanno scoperto che il dismorfismo muscolare, definito come una preoccupazione patologica della propria muscolarità, è molto diffuso, soprattutto tra gli uomini. Dopo aver intervistato 24 uomini e quattro donne, tutti concorrenti in una competizione amatoriale di bodybuilding nel Western Cape, i ricercatori hanno trovato che più della metà dei partecipanti di sesso maschile e tre delle quattro donne soffrivano di dismorfismo muscolare.

Anoressia: a rischio, oltre alle donne, anche gli omosessuali

L’anoressia è una delle condizioni più studiate degli ultimi anni. Una grande mancanza però è stata commessa in tutto questo tempo: considerarla una malattia esclusivamente femminile. E’ vero infatti che le donne sono in numero ampiamente maggiore rispetto a quello dei ragazzi, ma siccome il mondo di oggi non si può dividere soltanto tra maschi e femmine, ma ci sono anche gli omosessuali, alcuni psichiatri italiani hanno voluto espandere questo campo di ricerca, analizzando categorie finora trascurate.

Ed hanno avuto ragione, visto che i gay sono considerati a rischio quasi quanto le donne. Alla base della tesi sostenuta dalle dottoresse Laura Dalla Ragione e Marta Scoppetta, c’è l’insoddisfazione per il proprio corpo. Collaborando anche con degli scienziati americani, Russell CJ e Keel PK, pare che il fatto di guardarsi allo specchio e non piacersi, come capita in quasi tutti gli omosessuali che si credono intrappolati in un corpo che non è il loro, porta come prima reazione quella dei disturbi alimentari.

Isabelle Caro: “Vi racconto io l’anoressia”

Chi non ricorda questa foto, la più famosa al mondo che riguarda l’anoressia? La protagonista di questa foto di Oliviero Toscani, Isabelle Caro, ha deciso di uscire allo scoperto e di parlare alle giovani di tutto il mondo, spiegando cos’è l’anoressia. Viso triste, ossa a fior di pelle, poca forza e poca sensazione di salute, ma non solo.

L’anoressia è sofferenza e solitudine, e lo spiega la stessa Caro in una sua autobiografia, uscita in questi giorni, intitolata La ragazza che non voleva crescere. La mia battaglia contro l’anoressia (Cairo editore). Qui la ragazza francese, che ha scatenato polemiche in tutto il mondo, racconta la sua vita segnata dalla malattia, in risposta a coloro che dicevano che la foto era stata ritoccata, e per tutte quelle persone pro-anoressia che cercavano in tutti i modi di screditarla.

Eh sì, perché purtroppo esistono anche delle associazioni internazionali che difendono questa malattia, e che fanno di tutto per rendere le ragazze sempre più magre. Addirittura, racconta Isabelle, una volta nel metrò di Parigi un esponente di questo gruppo la schiaffeggiò in pubblico per “punirla” di quelle foto, ma questo episodio è stato solo uno di una vita sfortunata.