Testamento biologico, per Veronesi è soluzione a nuovi casi Englaro

Il professor Umberto Veronesi torna a parlare dell’esigenza di un testamento biologico che eviti si ripetano casi analoghi e vicende giudiziarie lunghe e dolorose per i familiari come nel caso di Eluana Englaro.
Un’esortazione al mondo politico, la sua, affinchè si prendano decisioni saggie e coraggiose e si legiferi in materia di bioetica, tracciando confini netti tra il reato di eutanasia e la sospensione dei trattamenti quando non resta più alcuna speranza di sopravvivenza per i pazienti in coma.

Veronesi si è espresso a favore di una maggiore chiarezza legislativa che regolamenti casi simili a quelli Englaro, nel corso della riunione semestrale della Forza Operativa nazionale sul carcinoma mammario, in corso di svolgimento a Genova.
La vicenda di Eluana Englaro, iniziata nel lontano 1992, sembra essere giunta al suo capolinea, dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano di non consentire ulteriori ricorsi, giudicati inammissibili, da parte della Procura.

Caso Englaro: riesplode il dibattito sull’eutanasia

La sentenza emessa lo scorso 9 Luglio dalla Corte d’Appello del tribunale di Milano che autorizza la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione forzata per Eluana Englaro, la donna in stato di coma vegetativo permanente dal 1992, ha causato una recrudescenza del dibattito, mai sopito, sull’eutanasia nel nostro paese. E si è tornati a parlare anche di testamento biologico.

Il documento fornirebbe un valido ausilio al medico e ai familiari, spesso costretti ad agire aldilà della volontà del malato, anche quando questo la abbia espressa chiaramente mentre era ancora cosciente. Lo ha ribadito, in occasione della presentazione della quarta conferenza mondiale “The future of science”, che si svolgerà a Venezia dal 24 al 27 Settembre prossimi, l’oncologo Umberto Veronesi.