Frattura scafoide polso: trattamento e gesso, risponde ortopedico

Lo scafoide è uno dei piccoli ossicini che compongono la struttura del polso. La sua frattura può essere difficile da diagnosticare e non sempre facile da trattare. Tra i sintomi è possibile rilevare, dopo una caduta, dolore e gonfiore all’attaccatura del pollice in prossimità del polso. Ne parliamo, con l’ausilio del professor Francesco Bizzarri ortopedico e medico dello sport, rispondendo ad una delle richieste di consulto online giunte in redazione.

Frattura scafoide carpale della mano e morbo di Sudek: ortopedico risponde

Una frattura alla mano, allo scafoide carpale per essere precisi, può comportare delle complicanze? E’ difficile da guarire e curare? E’ un quesito che ci è giunto in redazione per la nostra rubrica “ Chiedi all’esperto: Consulti Online su Medicinalive”. La risposta è del professor Francesco Bizzarri specialista in ortopedia e traumatologia. Ma leggiamo nel dettaglio.

Frattura del polso: riconosciamola subito

Meglio una buona frattura di gamba o di braccio che una brutta frattura di scafoide. Per chi conosce le dimensioni dello scafoide l’affermazione può far sorridere: si tratta infatti di un ossicino a forma di fagiolo che somiglia al legume anche nelle dimensioni. Piccolo e alloggiato nel polso insieme ad altri sette elementi ossei che poco si distinguono tra loro per forma e dimensioni può far pensare ad una formazione ossea di scarso valore.

 Meglio non sottovalutarlo. Una caduta a faccia avanti, le mani istintivamente protese a protezione e il polso subisce una flessione forzata dorsalmente. Tanto basta a fratturare lo scafoide. Il dolore può essere violento o modesto, ma in ogni caso nel giro di poche ore o al mssimo di qualche giorno, con ghiaccio, riposo e qualche antiinfiammatorio passa quasi del tutto. Resta solo un dolore localizzato alla base del pollice, esacerbato dalla flessione dorsale del polso e dalla pressione sulla incavità presente alla base del primo dito utilizzata un tempo per fiutare il tabacco.