Scintigrafia ossea, cos’è, a cosa serve, preparazione e precauzioni

La scintigrafia ossea è un esame che si usa nell’ambito della medicina nucleare per individuare eventuali anomalie a carico dello scheletro. Può servire per diagnosticare diverse patologie delle ossa, tumori, matastasi o, ancora, quelle fratture che non possono essere visionate attraverso i normali esami radiologici. Per effettuare una scintigrafia ossea, il paziente verrà sottoposto all’iniezione di un farmaco radioattivo tracciante (a base di difosfonati marcanti con Tc-99m MDP Tc – 99m) per via endovenosa. I difosfonati si fissano laddove sono presenti lesioni, infiammazioni o altre condizioni cliniche anomale. La successiva acquisizione delle immagini permette di identificare le alterazioni.

Fratture: è più facile guarire stando di buon umore

Le fratture ossee capitano a tutti, più spesso oltre i 65 anni. Trattandosi di ossa, in teoria non ci dovrebbero essere fattori esterni che influenzano la guarigione, ma pare che il sesso abbia una qualche potenzialità nel facilitare o ostacolare il ritorno alla normale funzionalità dell’arto colpito.

Secondo uno studio effettuato al Sapir Medical Center di Kfar Saba, in Israele, pare che, a parità di condizioni, gli uomini abbiano più facilità di recuperare da un grave infortunio. Grazie all’osservazione di 99 pazienti, uomini e donne over 65, che avevano subìto una frattura, i dati raccolti hanno dimostrato come le donne, psicologicamente, risentono più degli uomini dell’accaduto delle volte anche cadendo in depressione. Forse è perché con una frattura non hanno più la libertà di movimento e la possibilità di stare sempre attive (che agli uomini spesso non pesa), ma fatto sta che è stato dimostrato che, in caso di malumore o depressione, la funzionalità perduta si recupera più lentamente.