Rughe e inestetismi da smartphone, quando bellezza non rima con nuove tecnologie

Stress, ansia, preoccupazioni, o più semplicemente il naturale trascorrere del tempo, lasciano dei segni sulla pelle del viso. Rughe ed inestetismi che non in molte, a dire il vero, riescono a tollerare con la sicurezza disarmante di un’Anna Magnani che apostrofava il truccatore con un magistrale

le rughe non coprirle che ci ho messo una vita a farmele venire…

E circola in queste ore la notizia di un nuovo fattore di rischio per le rughe che proverrebbe nientepocodimenoche da smartphone e altre nuove tecnologie.

Medicina estetica, il decalogo della SIME per evitare brutte sorprese

Dal  XXXI Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME) in corso a Roma (7-8-9 maggio 2010) presso l’Hotel Rome Cavalieri è emersa una sorta di guida  per chi, scontento del proprio aspetto, vuole rivolgersi al medico estetico e trovare un rimedio ad imperfezioni, difetti, senza tuttavia correre rischi e mettere a repentaglio la propria salute. Tra i problemi più comuni i pazienti incappano spesso in una scorretta informazione sulle modalità e le complicazioni possibili dell’intervento, si affidano a mani non sempre esperte, e si limitano a consultare un solo specialista, venendo così a mancare quel secondo parere fondamentale quando si tratta di mettere mano alla modifica del proprio aspetto fisico.

Per chiarire eventuali dubbi spieghiamo qual è il campo di azione della medicina estetica. La medicina estetica ha per obiettivo la soluzione degli inestetismi, con il fine ultimo di creare armonia tra l’aspetto del proprio corpo e l’interiorità, aiutando a sentirsi bene a qualsiasi età. Nella fase preventiva i medici insegnano come accettare le strutture fisiche ereditate e a valorizzare il proprio corpo tramite regole alimentari, fisiche, psicologiche e comportamentali, cosmetologiche. Nella fase curativa la medicina estetica impiega metodologie e tecniche ufficiali: mediche, fisiochinesiterapiche, termali, cosmetiche.

Cavitazione estetica: eliminare gli inestetismi senza bisturi

Molto spesso accade che le innovazioni attuali non sono altro che il frutto dello sviluppo di vecchie tecnologie. La cavitazione, infatti, è un fenomeno fisico, individuato già nel lontano 1893 da Normand, che si realizza quando, a causa del movimento, la pressione nel liquido diviene inferiore alla sua tensione di vapore. In pratica, grazie ad una spinta ultrasonora a basso livello, si creano delle microbolle di vapore all’interno di una sostanza che, caricandosi di energia, aumentano di volume fino ad esplodere e scomparire.

Questa tecnica nasce principalmente nel settore della meccanica negli anni ’60 e, successivamente viene impiegata in medicina, ma solo recentemente, grazie alla possibilità di disgregare le cellule adipose depositate nei tessuti, riducendone così il volume,  la cavitazione è entrata a far parte delle tecnologie utilizzate per i trattamenti estetici. Chiamata anche “liposuzione senza bisturi”, per la capacità di sciogliere i noduli cellulitici e ridurre il tessuto adiposo senza dover ricorrere alla chirugia più invasiva, oggi è una delle più innovative tecnologie più utilizzate nel settore dell’estetica.