Conferenza Aids in Sudafrica, attesi nuovi farmaci

La International Aids Society apre questa sera i lavori della conferenza in Sudafrica, a Città del Capo. Non a caso nel Paese tra i più afflitti dalla piaga del virus Hiv si fa il punto della situazione sulla lotta alla malattia. L’aspettativa più grande di scienziati e studiosi si rivolge verso la creazione di farmaci più potenti ed efficaci per debellare il virus e assicurare la guarigione e migliori aspettative di vita. Sintetizza bene questo intento l’americano Anthony Fauci, direttore dell’Istituto per le malattie infettive (Niaid) dei National Institutes of Health (Nih) statunitensi, nonchè uno dei maggiori esperti internazionali nella ricerca sull’Aids, che puntualizza la non esistenza a tutt’oggi di una terapia valida:

Bisogna fare attenzione a parlare di cura quando ci si riferisce agli attuali farmaci antiretrovirali. Tecnicamente quando si parla di una cura si intende la possibilità di eradicare completamente il virus dall’organismo. Nel caso dell’Aids, questo obiettivo è difficile da raggiungere, ma non impossibile.

Papa e preservativi, ancora polemiche

Non sembrano doversi placare le polemiche conseguenti alle parole del Papa a proposito dell’uso dei preservativi per combattere l’Aids, a suo  dire “inutili e dannosi”. Incredibile che queste parole vengano dette nella terra che più vede presente il virus dell’Hiv, che conta i maggior morti dovuti all’Aids, e soprattutto provengano dalla bocca di un Capo di Stato che di certo non dovrebbe essere distante, almeno su argomenti civili, dalle visioni di tutti gli altri presidenti vicini a lui.

E così, all’indomani delle sue infelici parole, subito si sono scatenati i presidenti e i portavoce di mezza Europa, i quali da sempre hanno sostenuto la lotta all’Aids con i preservativi, e che adesso rischiano di vedere i propri sforzi vanificati da una sola frase. Si sa infatti quanto queste popolazioni siano religiose. In terra africana purtroppo la superstizione supera di gran lunga la scienza, e quindi per un cattolico di quelle parti le parole del Papa valgono più delle parole di mille scienziati esperti dell’epidemia.

E’ nei lemuri la speranza per sconfiggere l’Aids

Può un mammifero tanto piccolo, e neppure troppo fotogenico visti i suoi enormi occhioni gialli, diventare di punto in bianco il primate più famoso al Mondo, naturalmente Uomo escluso? Certo che può, specie se questo porta il simpatico nome di Lemure.

Merito dell’imminente uscita del film d’animazione “Madagascar 2”, che annovera tra i protagonisti anche una numerosa (e “caciarona”) colonia di questi animaletti? Solo in parte, perché ad oggi il lemure sembra poter godere di una nuova – ed inattesa – notorietà grazie a quanto è stato scoperto sul suo conto da un gruppo di ricercatori della Stanford University School of Medicine in California.

Ricercatori del Cnr e dell’Università di Siena scoprono la molecola “blocca” Aids

Uno studio italiano ha messo a punto una nuova tecnica anti-virus dell’Aids. Lo studio è stato condotto dal CNR e dall’Università di Siena, ma per procedere ha bisogno di altri fondi, che stentano ad arrivare. La scoperta della molecola che blocca l’Aids è stata portata avanti da due equipe, a Pavia e a Siena: quella del laboratorio di virologia molecolare (Igm-CNR di Pavia), diretta da Giovanni Maga, e quella di Chimica farmaceutica dell’università di Siena, diretta da Maurizio Botta. La molecola da loro scoperta ha un meccanismo d’azione innovativo rispetto alle terapie attuali, che agiscono su proteine (enzimi) del Virus Hiv.