La depressione post partum: varie tipologie/1

La depressione post-partum è una particolare forma di disturbo nervoso che col­pisce alcune donne a par­tire dal 3° o 4° giorno se­guente la gravidanza e che può avere una dura­ta di diversi giorni, manifestandosi in qualche caso come depressione ve­ra e propria, accompa­gnata da forme di psicosi nei casi più gravi.

La for­ma meno grave di de­pressione post partum viene chiamata “baby blu­es” e colpisce all’incirca il 70% delle donne. Tale fe­nomeno non è conside­rato un vero e proprio di­sturbo ed è stato studiato dal medico e psicanalista Winnicott con riferimento allo stato di malinconia (“blues”) che caratterizza il fenomeno. I sintomi comuni includono delle crisi di pianto senza motivi appa­renti, irritabilità, inquietu­dine e ansietà che tendono generalmente a scom­parire nel giro di pochi giorni, affatica­mento, insonnia, disinte­resse per il bambino, pianto senza apparente motivo, inappetenza e co­si via.

Alcune idee e consigli per superare le giornate no

 

Ognuno di noi reagisce in modo diverso alle giornate no. Chi mette le scarpette e va a correre per sbollire, chi preferisce farsi ipnotiz­zare dalla televisione, chi chiama il maestro di yoga o l’agopunturista di fiducia, chi va in Chiesa. Tutto è si­curamente soggettivo, ma utile a ri­metterci in carreggiata. Basta cercare. Così ho deciso di sottoporvi un pic­colo vademecum in 20 punti, estra­endo dal mio diario alcuni appunti presi parlando con amici o cono­scenti. La domenica mattina, special­mente quando arrivano le belle gior­nate mi alzo appena fa giorno e vado a fare una passeggiata nelle strade ancora vuote.

 

 A quell’ora il mondo è meraviglioso e misterioso e la solitudine mi aiuta a “connet­termi’: con me stessa, con la mia anima e questa sensazione dura per tutto il giorno. Mi sveglio presto al mattino e quindi ho la casa tutta per me per almeno un’ora. Inizio con 10-15 minuti di meditazione e poi stilo la lista di tutte le cose che mi ripropongo di fare nella giornata. La sera scorro la lista. Se riesco a cancellare tutte le voci mi do un bel premio! Iniziare bene la giornata è il modo migliore per sentirmi tranquilla.

 

Ogni giorno mi riprometto di non lamentarmi riguardo a niente con nessuno. C’è già abbastanza sofferenza al mondo senza bisogno che io aggravi la malinconia di chi mi sta vicino. Quando ci riesco sono felice e so che trasmettere ottimi­smo aiuta gli altri ad affrontare la giornata con il sorriso sulle labbra. Tengo una foto di quando ero piccola sulla scrivania. Ogni volta che inizio a lamentarmi per non avere una vita pienamente soddisfacente, guardo la foto e ritrovo l’amore per me stessa. Tengo espo­ste in casa anche le foto della mia famiglia. Guardare le immagini dei miei antenati mi ricorda di tutte le gioie e i dolori delle persone care e di quanto i loro sacrifici hanno con­tribuito a rendere bella la mia vita.

 

La depressione colpisce ad ogni età!

La depressione, definita spesso “la malattia del secolo“, è un disturbo contraddistinto da una costante e durevole condizione di tristezza e infelicità che può perdurare anche per molto tempo. Un disagio che colpisce il 3% dei bambini e il 9% degli adolescenti italiani: un numero importante e sicuramente in crescita, che ci deve mettere in allarme, inducendoci non solo a capire i problemi dei più giovani e a curarli, ma anche e soprattutto a prevenirli. Vi sono, però, alcuni comportamenti che possono aiutare i genitori a comprendere l’insorgere di uno stato depressivo e quindi a consultare un medico che li guiderà poi alla scelta di uno psicologo o di un neuropsichiatra infantile.

Parlare ai propri ragazzi, qualunque età essi abbiano, in maniera sempre molto diretta senza ambiguità e mantenendo un comportamento chiaro e prevedibile. Evitare di proteggerli in maniera esagerata rendendoli fragili ed insicuri. Preservarli da discussioni tra coniugi e da tensioni familiari che non li riguardano. Insegnare loro ad accettare gli insuccessi che fanno parte della vita e sostenerli nel superamento delle loro difficoltà. Sono questi tutti gli atteggiamenti che possono difendere e proteggere i nostri piccoli dalle prove più evidenti.