La prima mano bionica che “sente” gli oggetti

In Italia è stata sperimentata la prima mano bionica in grado non solo di muoversi, rispondendo direttamente agli impulsi del cervello, ma anche di trasmettere sensazioni tattili, facendo sentire la forma e la consistenza degli oggetti impugnati. La protesi è stata impiantata su un paziente danese, Dennis Aabo Sorensen, che nel 2004 subì l’amputazione della mano sinistra per lo scoppio di un petardo.

Trapianto di mano bionica che restituisce il tatto

Entro quest’anno sarà trapiantata a Roma una mano bionica in grado di restituire il senso del tatto. Fino ad oggi, infatti, gli arti artificiali erano sì in grado di recepire i segnali del cervello inviati alla mano impiantata e tradurli in movimenti, ma non riuscivano a trasmettere la sensazione tattile.

Dopo la mano, impiantate anche le dita bioniche

Fino a pochi anni fa se si perdeva una mano o le dita, si rimaneva monchi per sempre. Negli ultimi anni però la tecnica si è evoluta, e prima è stato possibile impiantare una mano bionica, ed ora anche qualcosa di più complicato: le dita. Ma attenzione, non si tratta di dita metalliche fredde come quelle di Robocop. Le nuove protesi sviluppate in Gran Bretagna sono capaci di afferrare oggetti, sfiorarli, digitare su una tastiera o un pianoforte, e addirittura avere la percezione del tatto, quasi come delle dita normali.

Ma c’è di più. Alcune protesi sono state anche rese ulteriormente più “umane” impiantando della pelle vera sulle dita, in maniera tale da far sembrare l’arto al 100% naturale. Le dita bioniche si chiamano ProDigits, sviluppate da Touch Bionics, azienda di Livingston, e seguono il principio della ricerca italiana che ha portato alla nascita della prima mano bionica, progettata dall’Università Campus Biomedico e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, una mano che non è una protesi “morta”, ma viene controllata dal cervello.