Lesioni cutanee: i sostituti dermici accelerano il processo di guarigione

In Italia circa 2 milioni di persone soffrono di ulcere e piaghe, racchiuse in un’unica fastidiosa categoria: quella delle lesioni cutanee. Si tratta di lacerazioni della pelle che, per un motivo o per un altro, si formano in particolar modo dopo i 65 anni, e più si è anziani e più è lenta la guarigione. Questa delle volte non avviene nemmeno, ed in questo caso si parla di lesioni croniche, cioè quelle con cui una persona convive per sempre, che compaiono in circa l’11% dei pazienti in ospedale. Una nuova tecnica di bioingegneria però promette di cambiare il destino di queste piaghe.

Piaghe ed ulcere cutanee difficili ma non impossibili da curare

Piaghe ed ulcere cutanee. Un problema sanitario oltre che individuale. Ne soffrono infatti circa due milioni di italiani, ma quasi certamente è un dato sottostimato, perché nella maggior parte dei casi si tentano cure domestiche. Non esiste un registro nazionale sull’assistenza vulnologica (dal latino vulnus: ferita) cioè sulle terapie e le cure apprestate in caso di lesioni della pelle. Questo nonostante si tratti di ulcere croniche: dopo un anno dalla loro insorgenza, nella maggior parte dei casi non sono ancora guarite.

Lebbra

Lebbra

La lebbra è una malattia infettiva conosciuta fin dai tempi biblici. E’ caratterizzata da piaghe sulla pelle, danni ai nervi e debilitazione progressiva.

CAUSE: La lebbra è causata dall’organismo Mycobacterium leprae. Non è molto contagiosa ed ha un lungo periodo di incubazione (il tempo prima della comparsa dei sintomi), che rende difficile stabilire dove o quando la malattia sia stata contratta. I bambini sono più sensibili degli adulti nel contrarre la malattia.

Piaghe da decubito

Piaghe da decubito

Le piaghe da decubito, dette anche ulcere da pressione, sono zone di pelle che si rompono quando si rimane fermi in una posizione per troppo tempo senza spostare il proprio peso. Questo succede spesso se si usa una sedia a rotelle o siete costretti a letto, anche per un breve periodo di tempo (ad esempio, dopo un intervento chirurgico). La pressione costante contro la pelle riduce l’apporto di sangue in quella zona, e il tessuto colpito muore.

L’ulcera da pressione comincia come pelle arrossata, ma peggiora progressivamente, formando una bolla, poi una piaga aperta e, infine, un’ulcera. I luoghi più comuni sono le prominenze ossee (pelle vicina alle ossa) come il gomito, tacchi, fianchi, caviglie, spalle, schiena e la parte posteriore della testa.