Preghiera, attenzione: fa ingrassare

Pregare fa ingrassare? Non è di certo un assunto da prendere come dogma, ma i ricercatori della Northwestern Medicine hanno suggerito tale ipotesi all’ultimo ritrovo dell’American Heart Association Scientific Sessions, tenutasi dal 23 al 25 marzo negli Stati Uniti.

A quanto pare essere devoti fa bene allo spirito, ma metterebbe a rischio la linea.

Pregare fa bene alla salute

Pregare fa bene. Soprattutto nei momenti di difficoltà. Quando lo stress ed il dolore psicofisico aumentano, la preghiera rappresenta un ottima valvola di sfogo non violento. Pur non rappresentando una soluzione, il poter credere in una entità “alta” che ascolta, rende più facile affrontare il problema stesso.

Lo dimostra uno studio a riguardo, pubblicato dalla rivista Social Psychology Quarterly.

Individuata l’area cerebrale della spiritualità

Secondo dei ricercatori della Missouri University, noi ci sentiremmo “sprirituali” perché è il nostro cervello che ce lo impone. Più precisamente è un’area ben marcata del cervello, che come le aree già conosciute dedicate al linguaggio, al movimento, e a tutti gli altri aspetti della vita che oggi ci risultano meno misteriosi, è dedicata esclusivamente alla spiritualità.

L’area in questione si trova nel lobo parietale destro, e i ricercatori l’hanno soprannominata “Definitore del Me“. Infatti è in un certo senso l’area dell’autocritica, quella che se la prende con sè stessi. Secondo Brick Johnstone, uno dei ricercatori, quest’area genera quest’auto-coscienza e ci guida attraverso le relazioni fisiche e sociali, permettendo al proprio corpo di prendere coscienza di sè, e di quello che si sta facendo in quel momento. Le persone che hanno quest’area meno definita hanno maggiore interesse verso la spiritualità.