Infezioni in sala operatoria, linee guida Oms per combatterle

L’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, interviene con nuove linee guida per combattere le infezioni in sala operatoria. Sempre più spesso, infatti, quelli che vengono definiti super batteri sono protagonisti di conseguenze spesso anche gravi per la vita del paziente che sta subendo un intervento chirurgico e che si appresta ad affrontare poi una convalescenza più o meno lunga.

Radiologia interventistica, la nuova frontiera

Radiologia interventistica, ovvero: la tecnologia al servizio della ricerca. Si è tenuto in questi giorni (16 e 17 gennaio) a Genova il primo Convegno Internazionale sulla radiologia interventistica Endoprotesi toraciche: esperienze acquisite e prospettive future. L’appuntamento è stato presieduto dal Professor Carlo Ferro, primario della U.O.C. Radiodiagnostica Interventistica, Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino.

Le sue parole sono indicative:

La gente immagina i chirurghi delle serie televisive: camice verde, mascherina verde, sala operatoria, luci e bisturi.. e non sa, che non è più solo così. Da quasi dieci anni infatti a San Martino, la nostra unità di radiologia interventistica è in grado di curare o risolvere problemi gravi e gravissimi quali ad esempio aneurismi dell’aorta o fratture della colonna vertebrale con l’inserimento nel corpo di minuscoli sondini, guidati attraverso le tecniche di “Imaging digitale”: TAC (Tomografia Assiale Computerizzata), RMN (Risonanza Magnetica Nucleare), Fluoroscopia. Questi interventi riescono a ridurre al minimo l’impatto sul paziente e permettono spesso di salvargli davvero la vita

Ma che cos’è la Radiologia Interventistica (RI)? Gli esperti dicono che è la medicina del ventunesimo secolo, ed è la branca della scienza medica che si evolve più velocemente.

Sale operatorie sempre più sicure, ma attenzione agli errori umani

Le sale operatorie degli ospedali italiani sono sempre più sicure grazie all’impiego di tecnologie e strumenti d’avanguardia. Ad affermarlo Antonio Mussa, direttore del Dipartimento di oncologia dell’azienda ospedaliera Le Molinette di Torino, durante la presentazione dell’VIII Convegno di primavera della Società italiana di chirurgia (Sic), che si svolgerà venerdi 9 e sabato 10 Maggio a Torino. Attualmente infatti sono quasi pari allo zero gli “incidenti” dovuti a problemi tecnici, che in passato erano i più frequenti.

Oggi invece, nell’80% dei casi, questi dipendono da errori umani che spesso è possibile scongiurare. Ed è proprio di questo che intendono occuparsi i chirurghi italiani con l’introduzione del protocollo di sicurezza IDEA (Identificazione degli eventi avversi) che sarà adottato in via sperimentale, con il sostegno economico del MIUR, proprio all’ospedale torinese delle Molinette. Il protocollo, simile a quelli già adottati presso alcuni ospedali italiani, prevede il monitoraggio di tutte le fasi dell’intervento ospedaliero dalla preparazione dei farmaci fino alla sala operatoria e contiene suggerimenti precisi per i chirurghi come quello di segnare già in corsia la parte da operare (si stima, afferma lo stesso Mussa, che nel nostro paese la percentuale di operazioni svolte su organi o parti del corpo sbagliate sia del 23,1%).