Influenza aviaria, scoperta la miccia delle infezioni

L’allarme per l’influenza aviaria si è spostato anche ad Hong Kong, dove sono stati rilevati diversi focolai del virus dei polli. Ma non solo cattive notizie arrivano dall’estero: gli scienziati hanno scoperto la miccia delle infezioni derivanti da questo agente patogeno.

Influenza aviaria H10N8, c’è rischio pandemia?

L’influenza aviaria del ceppo H10N8 è diventata la nuova preoccupazione degli scienziati cinesi. Non solo la pericolosissima H7N9 che continua a contagiare persone dal 2013 ma anche questa nuova variante, a quanto pare altrettanto spaventosa.

Influenza aviaria, nuovo ceppo H10N8 uccide donna

Un nuovo ceppo di influenza aviaria, denominato H10N8, è comparso in Cina ed ha già mietuto una vittima: una donna di 73 anni residente nella provincia di Jiangxi. Nessun allarme per ora, ma il virus è stato isolato e campionato per essere studiato dal  Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie.

Creato in laboratorio virus letale variante dell’ Aviaria

Un gruppo di ricercatori dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam, nei Paesi Bassi ha creato in laboratorio una variante estremamente contagiosa del virus dell’influenza aviaria. La ricerca ha scatenato una vera e propria ondata di polemiche, il virus, infatti, potrebbe scatenare una pandemia in grado di uccidere la metà della popolazione mondiale a causa della sua elevata capacità di diffusione.

La pandemia di influenza aviaria è molto difficile che capiti, basse probabilità di legame con quella suina

Il virus dell’influenza aviaria avrebbe dovuto attuare almeno due simultanee mutazioni genetiche prima che potesse essere facilmente trasmesso da uomo a uomo, secondo una ricerca pubblicata su PLoS One. Gli autori del nuovo studio, dell’Imperial College di Londra, l’Università di Reading e la University of North Carolina, Stati Uniti, sostengono che è molto improbabile che due mutazioni genetiche si possano verificare nello stesso momento.

Questo nuovo studio si aggiunge alla nostra comprensione del perché l’influenza aviaria non ha ancora provocato una pandemia, e probabilmente come mai sarà molto difficile che si leghi anche al virus all’influenza suina. All’inizio di quest’anno, i ricercatori hanno anche mostrato che i virus dell’influenza aviaria non prosperano negli esseri umani, perché, a 32 gradi Celsius, la temperatura all’interno naso di una persona è troppo bassa. I ceppi H5 dell’influenza sono diffusi nelle popolazioni di uccelli di tutto il mondo. I virus del ceppo H5N1 hanno infettato più di 400 persone dal 2003.

L’influenza aviaria potrebbe trasmettersi anche sessualmente

L’influenza aviaria può diventare un’infezione a trasmissione sessuale. O almeno può esserlo nelle anatre. Questo è il suggerimento di un’analisi sulla prevalenza influenzale e il comportamento dell’accoppiamento, che propone anche un modo semplice per individuare le popolazioni più a rischio delle anatra che possono ospitare l’influenza aviaria.

Sorprendentemente, più è sfrenato il sesso in una particolare specie di anatra, minore è la probabilità di diffusione del virus. Tutto ha a che fare con la dimensione del pene ed alla complessità della vagina delle femmine. I ceppi letali del virus dell’influenza aviaria possono evolversi dalle versioni innocue e poi passare ad altre specie, quindi è importante monitorare anche i ceppi meno pericolosi negli uccelli selvatici. Le anatre sono i principali portatori dell’influenza aviaria, ma la sorveglianza è difficile.

Ora Gergely Hegyi della Loránd Eötvös University di Budapest, in Ungheria, e colleghi pensano di aver trovato un marker, cioè un metodo per individuarle più facilmente: il “segreto” risiede nell’ala che le anatre mostrano durante l’accoppiamento. Tale conclusione si basa sul precedente lavoro, in cui è stato scoperto che le specie con peni grandi tendono ad avere ali più piccole, le quali hanno anche maggiori probabilità di essere di un solo colore.