Meningite: è allarme nella zona di Ferrara

Un giorno di lavoro nel suo negozio di parrucchiera, una serata in discoteca da animatrice, ed ecco che centinaia di persone sono in allarme a causa della meningite. A far scattare il pericolo è stato il recente ricovero di una ragazza di 20 anni, entrata in coma e trasportata all’ospedale di Sant’Anna, in cui le è stata diagnosticata una meningite meningococcica.

Subito sono scattati i protocolli di sicurezza, e cioè sono state invitate le 1500 persone presenti nella discoteca e le decine di clienti del negozio in cui lavorava la ragazza a presentarsi in ospedale per un controllo. Questa malattia è molto pericolosa, ma anche complicata da trasmettere. Secondo l’infettivologo Giampiero Carosi questo può avvenire solo con due condizioni: la vicinanza al soggetto malato (si può trasmettere infatti tramite goccioline di saliva ad esempio dopo uno starnuto, un colpo di tosse, o se si parla a distanza ravvicinata) ed il contatto prolungato, dato che per avvenire il contagio c’è bisogno di una forte carica batterica.

Grande successo del numero verde anti-influenza

Pensavate che l’influenza avesse smesso di fare danni? Ed invece, almeno finché non finirà l’inverno, è probabile che dovremo continuare a conviverci. Passato il momento di picco (registrato nella parte centrale del mese di gennaio), anche il mese di febbraio non sembra doverci risparmiare. Per questo motivo la Protezione Civile e l’Ares hanno istituito un numero verde anti-influenza, per tutti coloro che pensano di avere questo problema e chiedono il modo per risolverlo.

Il servizio non è da sottovalutare in quanto, attivo da poco più di un mese, ha permesso a 20 persone probabilmente di risolvere problemi ben più grossi. Contattando il call center convinti di avere l’influenza, 20 italiani sono stati ricoverati perché presentavano altre patologie. Probabilmente senza questa opportunità adesso starebbero combattendo contro qualcosa di più grosso.

Creato in laboratorio il virus più letale di tutti i tempi

Potrebbe sembrare un film horror, ma è la realtà. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Madison, nel Wisconsin, ha creato in laboratorio un virus “ibrido”, nato cioè dal legame tra il virus terribile della febbre Spagnola e alcuni virus influenzali comuni circolanti anche oggi. Lo scopo dichiarato è di comprendere come mai la Spagnola fu così virulenta, e tentare così di fermare eventuali virus futuri egualmente terribili per evitare un’altra ecatombe.

Ricordiamo infatti che la cosiddetta “febbre Spagnola” apparve in Europa nel lontano 1918 e fu la più terribile pandemia mondiale di influenza della storia. Infettò infatti 500 milioni di persone, che all’epoca rappresentavano quasi un terzo della popolazione mondiale, e portò ad un numero imprecisato di morti, che si dovrebbe aggirare intorno ai 50 milioni, con un tasso di mortalità del 10%, altissimo se si pensa che il tasso di mortalità dei virus attuali è intorno allo 0,1%. In Italia si dice abbia fatto dalle 375 alle 650 mila vittime.

Tonni contaminati, gli esperti consigliano di evitare i sushi-bar

Potrebbe essere una moda pericolosa soprattutto per la nostra salute. Cene e pranzi a base di sushi sono sempre più comuni, così come i sushi bar, che si stanno moltiplicando in qualunque grande città.

Tuttavia, dentro a questo tradizionale alimento giapponesi si annida un grave pericolo di inquinamento, almeno secondo quanto riportato dal giornale americano New York Times che mette in guarda sulla possibile contaminazione di mercurio di alcuni pezzi di tonno. Basterebbero sei pezzi alla settimana per superare la soglia di ingerimento stabilita dalle autorità sanitarie per questo metallo che può causare gravi intossicazioni.

Influenza, come riconoscere l’australiana

Che quest’anno l’ondata di influenza sarebbe stata più aggressiva, gli esperti lo avevano già anticipato qualche mese fa. Ora, però, la previsione è diventata certezza, con la comparsa dei primi casi di australiana, registrati in questi giorni nel nostro Paese. L’Università di Parma ha infatti isolato il virus in tre pazienti, tre ceppi, tutti appartenenti al sottotipo A/H3N2, ma è soltanto la miccia che farà propagare il focolaio di una delle ondate di epidemia influenzale più feroci degli ultimi anni. Gli esperti prevedono infatti che sarà un Natale sotto le coperte per ben sette milioni di italiani, circa l’8% della popolazione totale. Ma quali sono i sintomi della sindrome influenzale proveniente dall’Australia? Lo spiega a Il Tempo Giacomo Milillo, segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg):

I sintomi sono quelli classici: febbre, dolori muscolari, infiammazione delle vie respiratorie e tosse. Sintomi che la maggior parte delle persone può superare con il riposo e il ricorso a farmaci antipiretici e antifebbre. Gli antibiotici vanno invece usati con cautela.

Latte contaminato cinese, a rischio prodotti derivati presenti in Italia

Desta ancora molta preoccupazione in Europa lo scandalo del latte in polvere contaminato che ha colpito la Cina. Alcuni bambini sono morti, migliaia in tutto il Paese i piccoli consumatori contaminati.
Madri in ansia fanno la fila fuori dagli ospedali per avere la possibilità di effettuare dei controlli in via preventiva sui propri bambini.

La causa dell’epidemia è l’alto tasso di melamina contenuto nel latte in polvere, manomissione effettuata illegalmente ed irresponsabilmente da alcuni produttori per superare con facilità i controlli sulla qualità ed incrementare le vendite. Ma può una pura e semplice logica di mercato mettere a rischio la vita di centinaia di bambini innocenti, dei propri figli? Anche se sembra terribile e assurdo, è ciò che è accaduto in Cina, probabilmente già mentre si svolgevano i Giochi Olimpici, tra verità taciute e normalità di facciata.

L’influenza aviaria continua a fare vittime

Dal febbraio 2003 milioni di uccelli selvatici e da cortile sono stati infettati dal virus dell’influenza aviaria (prevalentemente H5N1) con grave danno per l’economia e l’agricoltura dei paesi colpiti. Insieme a questa devastante epizootia, sono stati accertati finora 385 casi di infezione umana da virus H5N1 con 243 morti. L’Indonesia è stato finora il paese con il maggior numero di casi (135, di cui 110 mortali). Gli ultimi due casi si sono verificati nel maggio scorso. Si trattava nel primo caso di una ragazza di 16 anni che risiedeva nella parte meridionale della provincia di lakarta, ospedalizzata il 7 maggio e morta il 14.

L’indagine epidemiologica aveva dimostrato che la ragazza era stata in contatto con pollame infetto e morto. Il secondo caso riguardava una donna di 34 anni del distretto di Tangerang, Provincia di Bantem, deceduta il 3 giugno. In Asia, il VietNam risulta essere il secondo paese per numero di infezioni umane (106 con 52 decessi). Molti casi di infezione umana si sono verificati però in altri Continenti. Ad esempio in Egitto i casi di infezione umana sono stati finora 50 con 22 decessi.