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Quando chiamare il 118? Le linee guida del Ministero della Salute

Quando è necessario chiamare il 118? Ce lo spiegano le linee guida nate dalla collaborazione tra il Ministero della Salute e l’Agenas – Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, facente parte della Campagna informativa “Il corretto uso dei servizi di emergenza-urgenza”. Si tratta di un primo documento ufficiale che punta ad aiutare il paziente nella corretta gestione della sua salute e del servizio sanitario pubblico.

Era tempo che si sentiva il bisogno d’istruzioni che regolassero l’accesso a tale servizio, non solo per puntare ad un risparmio ed allo snellimento delle pratiche concernenti lo stesso, ma soprattutto per dare ai malati uno strumento serio e comprensibile riguardante le patologie che richiedono un forte supporto medico sul breve tempo.

Un esempio? Ictus, infarto: parliamo di due malattie che se approcciate in modo veloce ed esaustivo (quindi attraverso il servizio sanitario di emergenza, n.d.r.) possono comportare meno danni per il paziente e fare la differenza tra la sua sopravvivenza e la sua morte. Scopriamo insieme cosa ci indicano di fare le linee guida.

E’ necessario chiamare il 118 quando vi è:

  • difficoltà o assenza di respiro
  • dolore al petto
  • perdita di coscienza prolungata (la persona non parla e non risponde)
  • trauma e ferite con emorragie evidenti
  • incidente (domestico, stradale, sportivo, agricolo, industriale)
  • difficoltà a parlare o difficoltà/ incapacità nell’uso di uno o di entrambi gli arti dello stesso lato
  • segni di soffocamento, di avvelenamento, di annegamento o ustione.

Insomma, tutte quelle situazioni nelle quali la sopravvivenza stessa della persona è messa a rischio. Allo stesso modo, il documento presentato ci insegna “come” chiamare il 118. E’ importante infatti rimanere calmi e dare all’operatore tutte le informazioni delle quali lo stesso ha bisogno per preparare la squadra di operatori chiamata a prestare assistenza immediata a domicilio.

E’ quindi necessario rispondere a tutte le domande che saranno poste ed riferire  “ciò che si vede” del paziente da assistere, indicando quante persone sono coinvolte nel problema di salute (o nell’incidente, n.d.r.) e dando all’operatore tutte le informazioni richieste. Una volta cessata la comunicazione è bene lasciare il telefono libero: la centrale operativa potrebbe necessitare di un successivo contatto per ottenere maggiori informazioni.

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Fonte: Agenas

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