Sangue dal naso, deve preoccupare negli adulti?

di Valentina Cervelli 0

La perdita di sangue dal naso, conosciuta sotto il termine medico più specifico di epistassi, può rivelarsi più frequente d’estate quando l’aria secca e le temperature elevate rappresentano un fattore di rischio. E se quando si parla di bambini la sua incidenza non preoccupa troppo perché è possibile che ne soffrano senza incorrere in patologie, il discorso è ben diverso quando si parla di adulti e di anziani.

In particolare se si tratta di un episodio che si ripete. Le cause di una perdita di sangue dal naso sono molte: la troppa veemenza nel soffiarsi il naso, l’esposizione al sole che essicca l’interno del naso e con la sua opera di vasodilatazione pone a rischio di rottura i capillari, ed ancora il raffreddore o la sinusite. In caso di bambini un fattore comprimario può essere l’abitudine che gli stessi hanno di infilare le dita nel naso.

Come suggerisce Desiderio Passali, professore di Otorinolaringoiatria presso l’Università di Siena:

L’epistassi è inoltre comune tra le adolescenti soprattutto nella fase di maturazione ormonale. Spesso precede la mestruazione perché prima del ciclo si verifica una congestione della mucosa nasale, accompagnata da vasodilatazione, che comporta una maggiore suscettibilità a stimoli minimi.

Il problema sorge quando, la ripetizione del fenomeno suggerisca problemi di pressione arteriosa e di coagulazione del sangue. Non bisogna perdere tempo soprattutto se l’epistassi è posteriore, e quindi il sangue invece di uscire dal naso, esce dalla bocca. In quel caso bisogna rivolgersi ad un medico anche solo semplicemente per effettuare un tamponamento e fermare l’emorragia.

Nella maggior parte dei casi, non bisogna allarmarsi per l’epistassi. Ma non bisogna sottovalutarla se si ripete per più giorni e o la fuoriuscita è importante: perché in quel caso, specialmente per adulti ed anziani potrebbe essere spia di sbalzi pressori dei quali è necessario risalire alla causa.

Come prevenire il problema? Attraverso la creazione di un ambiente umido al punto giusto ed evitando l’esposizione al sole nelle ore più calde. Ed in caso di raffreddore, è consigliato evitare un uso spropositato di farmaci decongestionanti.

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Fonte: Corriere della Sera

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